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MOBILITA' - TRASPORTO FERROVIARIO



Vertenza CROSSRAIL - Nota congiunta UILT AF Regionale Lombardia, UIL Frontalieri e SEV

Nota congiunta del Segretario Regionale UILTRASPORTI AF Lombardia Angelo Cotroneo, Raimondo Pancrazio Segretario Generale UIL Frontalieri e Barbara Spalinger (Vice Presidente), Angelo Stroppini Segretario Sindacato Svizzero Trasporti SEV in merito alla vertenza CROSSRAIL. Dichiarazione rilasciata a seguito dell'incontro del 4 aprile scorso con i lavoratori dell'IF per la definizione di una strategia condivisa riguardo al progetto di trasferimento di una settantina di dipendenti, l'80 per cento circa della forza lavoro, dallo scalo di Domo 2 a Briga.
"Nel progetto proposto dalla Crossrail, – si legge nella nota – si è riscontrato il tentativo di sfruttare la manodopera frontaliera remunerandola con stipendi decurtati di circa un terzo, rispetto a quanto regolarmente percepisce un lavoratore svizzero di pari qualifica professionale. Una proposta che il Presidente del SEV, Giorgio Tuti ha già definito come scandalosa. Inoltre, ai lavoratori è stato proposto un contratto di lavoro individuale, che non contiene alcuna tutela contro il licenziamento e che permette la disdetta con tre mesi di preavviso. A questi giovani lavoratori, per la maggior parte al di sotto dei 30 anni, è stato quindi proposto di licenziarsi spontaneamente, lasciando i loro attuali contratti a tempo indeterminato italiani per firmare dei contratti svizzeri, che però non rispettano i parametri salariali nazionali e, se ciò non bastasse, li lasciano in balia della possibilità di essere licenziati in qualsiasi momento. Un licenziamento per cui, secondo le norme svizzere, l'I.F. non dovrà necessariamente apportare una giustificazione e, di fronte al quale i lavoratori saranno completamente disarmati. Per queste ragioni, alla società i sindacati hanno chiesto con forza di adottare un contratto collettivo, e non dei farraginosi contratti individuali. Un contratto che garantisca un salario equo e parametrato al contesto svizzero ma, innanzitutto, una tutela contro lo strumento del licenziamento, qualora immotivato, utilizzabile come sistema soggettivo di discriminazione. È di pochi mesi fa il referendum svizzero sulla libera circolazione dei lavoratori; ciò che è emerso da quel referendum è chiaro: l'opinione pubblica svizzera vede nei lavoratori provenienti da oltre frontiera la causa primaria delle difficoltà che ultimamente emergono sul mercato del lavoro interno. Ciò che i cittadini svizzeri dovrebbero comprendere, anche da casi come questi, è che alla base delle loro difficoltà ci sono quelle Aziende, che coltivano colpevolmente il seme del dumping salariale sul loro territorio. Il 18 Maggio prossimo in Svizzera si terrà un nuovo referendum per fissare il salario minimo garantito a circa 4.000 CHF. Una cifra che l'I.F. Crossrail AG, che ha al suo organico delle figure professionali altamente qualificate, non ha nemmeno sfiorato nelle sue proposte di contratto ai lavoratori cui ha chiesto di trasferirsi. Per ultimo ma non meno importante, il progetto Briga mostra forti problematiche anche per ciò che riguarda l'organizzazione del lavoro: l'equipaggio. È stato infatti proposto ai macchinisti di lavorare in condizioni di "agente solo", ossia di effettuare treni merci su linee di RFI con la presenza di un solo agente alla condotta dei mezzi di trazione, come unico soggetto presente sull'intero convoglio. Viste le leggi vigenti ( DM 388 e Dlgs 81) e l'attuale organizzazione del lavoro, la realizzazione di questo progetto rappresenterebbe una situazione di potenziale rischio per la sicurezza del trasporto ferroviario. Viste tutte le criticità esposte, le Organizzazioni Sindacali coinvolte a livello nazionale e transnazionale ritengono di dover mettere in atto tutte le azioni necessarie affinché la Società torni a rivalutare le strategie insite nel progetto Briga e si apra a un nuovo confronto con i lavoratori. La libera circolazione dei lavoratori deve avvenire nel rispetto dei principi non discriminazione e di parità di trattamento per ciò che riguarda l'ingresso nel mercato del lavoro e le condizioni di lavoro in cui si viene impiegati. Due principi complementari stabiliti nel Regolamento (CEE n.1612/68) sulla Libera Circolazione dei lavoratori cui, i rappresentanti sindacali, non intendono derogare in virtù di logiche di profitto che non tutelano i lavoratori". (fonte Ferpress)

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