Uiltrasporti



FS/UILT, liberalizzazione, privatizzazione e “spezzatino” di ferrovie dello stato italiane. Quando i lavoratori e il sindacato fanno quadrato, è difficile non cogliere il risultato.

04/11/2014 | Comunicati Stampa

 

Noi della Uiltrasporti, nelle ultime settimane abbiamo assunto una posizione pubblica chiara a seguito delle dichiarazioni  del nostro Segretario Nazionale Nicola Settimo. Egli ha precisato che non è per alimentare il nanismo industriale e che, pur evitando il ritorno al dibattito dal sapore ideologico relativo al valore della privatizzazione nel contesto economico in cui ci troviamo, in ogni caso, il Gruppo ovvero la Holding di Ferrovie dello Stato Italiane, deve rimanere unico vale a dire senza scorpori della rete o  quotazioni di parte di esso sul mercato finanziario. Il coro che si è unito alla Uiltrasporti ha prodotto, infatti il suo effetto positivo.

Il Governo sembra che abbia intrapreso tale scelta strategica, accantonando l’idea di fare subito cassa privatizzando i gioielli di famiglia come, ad esempio, L’alta velocità di Trenitalia ma orientandosi semmai a quotare in borsa l’intero gruppo di FSI, pur rimanendo il controllo pubblico.

Vi è stato, infatti, il rinvio delle procedure per la privatizzazione di FSI, inizialmente previste nel 2014 ed ora spostate  tra il 2015/18, dopo che un gruppo di lavoro appositamente creato le avrà predisposte ma, evidentemente, anche a seguito del regime regolatorio che l’Autorità dei trasporti è chiamato a predisporre affinché in un sistema liberalizzato come quello dei trasporti ferroviari, vi siano regole certe, controlli costanti e sanzioni severe  a presidio delle pari opportunità nella concorrenza. 

 Se tutto ciò ha comportato la remissione delle deleghe da parte del Presidente di FSI che, evidentemente aveva altri propositi, ce ne faremo una ragione! 

 

 

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