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AGI/Alitalia: Tarlazzi (Uil), ci aspettiamo sviluppo e occupazione

01/01/2015 | Agenzie di Stampa

(AGI) - Roma, 1 gen. - Da Alitalia Sai, "ci aspettiamo che lo sviluppo dell'Azienda, con la nuova strategia industriale basata sul lungo raggio, consenta anche lo sviluppo diretto dell'occupazione, quindi il riassorbimento delle persone collocate in mobilita', un percorso di valorizzazione delle professionalita' e un maggiore coinvolgimento dei lavoratori alle scelte strategiche dell'Azienda senza il quale la nuova Compagnia non potra' decollare".

E' quanto chiede il segretario generale della Uil Trasporti, Claudio Tarlazzi, alla 'nuova Alitalia' operativa dalla mezzanotte di ieri.   "Con l'ingresso di Etihad nel capitale sociale della nuova Alitalia - spiega all'Agi il dirigente della Uil - si determina una nuova opportunita' per lo sviluppo del vettore nazionale senza il quale, ancora una volta, il fallimento sarebbe stato inevitabile viste le pesanti perdite certificate anno dopo anno". "Alitalia Cai - aggiunge Tarlazzi - si e' rivelata un fallimento nonostante i vari interventi di forte riduzione dei costi sul piano occupazionale. Fallimento - spiega - causato da politiche aziendali sbagliate, dal mal governo dell'Azienda, dall'assenza di strategie di sviluppo e di investimento ed anche da processi di liberalizzazione del settore in assenza di regole, determinando perdite divenute via via sempre piu' pesanti. Serviva, pertanto, uno shock che generasse discontinuita' con la gestione passata e riposizionasse la Compagnia all'interno di un network industriale a livello mondiale perche' vengano valorizzate le sue reali potenzialita'. A tutto cio', con la nuova societa', si unisce una significativa iniezione di capitale fresco. La scelta di Etihad ci ha convinto, ripetto all'ipotesi Air France, perche' riafferma la posizione strategica del nostro Paese nel traffico aereo mondiale, con collegamenti con l'Europa, con i Paesi Arabi e piu' in generale intercontinentali. Le immissioni di capitale da parte dei Soci hanno contribuito a evitare il dissesto finanziario dell'Azienda, ma non potevano essere sufficienti, da sole, per il suo rilancio. E' risultato del tutto evidente, in questi anni, l'assenza di una governance competente nel settore del trasporto aereo, cosa a cui non si puo' piu' rinunciare, serve una gestione che sappia cogliere le opportunita' e le prospettive di un mercato dinamico per definizione che presuppone strategie altrettanto lungimiranti".   "Siamo convinti, pertanto, che non vi era migliore alternativa e per questa ragione ci siamo assunti le nostre responsabilita'. Sui lavoratori sono ricaduti pesanti sacrifici. Da un lato con l'uscita di tanti lavoratori dall'Azienda, dall'altro con la pesante riduzione del costo del lavoro che ha comportato una notevole riduzione delle retribuzioni del personale. A fronte di tutto cio', ci aspettiamo che lo sviluppo dell'Azienda, con la nuova strategia industriale basata sul lungo raggio, consenta anche lo sviluppo diretto dell'occupazione, quindi il riassorbimento delle persone collocate in mobilita', un percorso di valorizzazione delle professionalita' e un maggiore coinvolgimento dei lavoratori alle scelte strategiche dell'Azienda senza il quale la nuova Compagnia non potra' decollare. Auspichiamo, inoltre, che per un piu' incisivo sviluppo dell'Azienda vengano riaffermate corrette relazioni sindacali, esplicitate innanzitutto nel rispetto degli accordi, motivo principale della nostra proclamazione di sciopero per il 27 gennaio".   (AGI) .

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