Uiltrasporti



Tirrenia-CIN/Moby-Lines "Richiesto intervento Antitrust Italiano ed Europeo e invieremo il tutto all'Autoritá Anti Corruzione"

26/02/2015 | Comunicati Stampa

 "C'è una netta distinzione tra l'obiettivo strategico imprenditoriale che punta ad affermare l'iniziativa privata e il nostro giudizio che, come Uiltrasporti, è interessato al buon funzionamento del sistema, alla efficienza, efficacia ed economicità del servizio a garanzia dei diritti dell'utenza, alla salvaguardia dell'occupazione e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Per queste ragioni, nonostante i tentativi di intimorirci, continueremo ad esercitare il nostro diritto-dovere mettendo in discussione soluzioni che ci pare sacrifichino gli obiettivi che sono al centro della nostra iniziativa.


Continueremo, pertanto, a  denunciare  una operazione che realizzerebbe  il  totale controllo in uniche mani  delle due più grandi compagnie di navigazione, Tirrenia- Cin (che percepisce fondi pubblici per 72 milioni di euro l’anno per assicurare la continuità territoriale) e la Moby-Lines, compagnie queste, che collegano le nostre Isole maggiori e la Sardegna in particolare.
 
Infatti, se questo progetto si dovesse malauguratamente concretizzare, si verrebbe di fatto a determinare una condizione di dannoso monopolio con le intuibili ripercussioni negative  per le popolazioni interessate, per l'utenza tutta e in particolare per i lavoratori delle due aziende che pagherebbero il prezzo delle preannunciate “sinergie di rotte e costi” (contrazione di servizi al fine di recuperare venti milioni di Euro per l’anno 2015)  che altro non significa, meno corse e  meno posti di lavoro.Per parte nostra, abbiamo inviato la richiesta di intervento dell'Antitrust italiano ed europeo e invieremo il tutto anche all'autorità anti corruzione. Rimaniamo comunque in attesa di un incontro già chiesto al governo affinché ci venga chiarito, in modo trasparente, come possa essere possibile oggi ciò che l'antitrust italiano ed europeo in passato hanno ritenuto di dover bloccare.
 
Potremo così essere tutti più 'sereni' (meglio più tranquilli) e si metterebbe, forse, anche fine a tutte le indebite 'pressioni' esercitate nei nostri confronti per farci rinunciare a svolgere, come sempre abbiamo fatto, con coscienza e costrutto il nostro lavoro".

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