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Igiene Ambientale pubblica e privata – esperite con Federambiente la procedura raffreddamento e conciliazione ai sensi della 146/90 –Stato delle trattative Fise/Assoambiente.

Carissimi, con la presente vi informiamo che si è svolto a Roma, lo scorso 8 aprile, l’incontro relativo alla procedura di raffreddamento e conciliazione con Federambiente, a seguito della decisione delle Segreterie Nazionali di avviare un percorso di mobilitazione a sostegno del rinnovo del CCNL delle imprese pubbliche. Come detto nei giorni passati, la decisione di avviare la mobilitazione del comparto è scaturita per la profonda insoddisfazione concernente l’andamento del negoziato e per i tempi che lo stesso sta registrando.

Conseguentemente, pur comprendendo la difficile fase economica che il mondo delle Autonomie locali sta attraversando, non si può non imporre alla trattativa una dinamica diversa e tempi più cogenti nel merito dei problemi e non su astratti principi che poco c’entrano con i problemi del settore. Nei mesi passati abbiamo provato con Federambiente a sviluppare la discussione affinché si potesse sottoscrivere un rinnovo contrattuale di prospettiva, utile a governare questa difficile fase economica e un ”mercato” sempre più senza regole. Anche i lavoratori, che quotidianamente si fanno carico dei pesanti processi di ristrutturazione attraverso nuove modalità operative, determinate dalle nuove esigenze ambientali, ci chiedono un Contratto nazionale nuovo per non lasciare la categoria senza le fondamentali tutele contrattuali, utili a contenere anche le profonde modifiche legislative in tema di rapporti di lavoro. Federambiente, invece, continua a rispondere con i soliti ritornelli e con le solite proposte che non hanno nulla a che vedere con il governo del ciclo dei rifiuti e con un lavoro di qualità. In sintesi, l’associazione datoriale continua a perseverare con degli atteggiamenti ondivaghi e con varie pregiudiziali che poco hanno a che vedere con il rinnovo del CCNL. Peraltro, nella citata riunione, Federambiente ha anche sostenuto che i due CCNL possono essere anche diversi nei loro contenuti economici e che il contenzioso sindacale sull’ECE è un problema che riguarda solo i lavoratori, senza valutare minimamente le conseguenze di tali dichiarazioni. Evidentemente, in Federambiente, la voglia di perdere tempo e di condurre delle battaglie ideologiche o di principio è più forte dei reali bisogni delle imprese e dei lavoratori; tanto paga sempre qualcun altro e poco si rischia del proprio. La riunione, quindi, si è chiusa con un nulla di fatto e, conseguentemente, nelle prossime ore, nel suo naturale sviluppo, decideremo le azioni da intraprendere per sbloccare la dura vertenza che sta anche assumendo degli aspetti grotteschi. Con la rappresentanza delle imprese private, invece, nella riunione del 2 aprile, abbiamo continuato a confrontarci nel merito come sta accadendo da alcuni mesi a questa parte e, anche in considerazione degli Accordi sottoscritti negli scorsi mesi invernali, siamo riusciti a circoscrivere di comune accordo le questioni determinanti per rinnovare il CCNL 2013/2015. Gli argomenti che saranno oggetto di un rigoroso confronto sono quelli contenuti nell’Accordo dello scorso 5 novembre ma, per sintetizzare, si può riassumere che - nei prossimi giorni - si cercherà di sviluppare il nuovo CCNL in un equilibrio tra efficienza/produttività e sviluppo delle tutele normative e della qualità delle condizioni di lavoro. Ovviamente con i relativi miglioramenti economici. Sicuramente nelle prossime settimane capiremo se il rinnovo del CCNL con Fise/Assoambiente sarà cosa possibile. In questa fase, anche se è pleonastico ricordarlo, al settore occorrono ancor di più regole e garanzie e - in assenza di una legislazione di “governo del mercato” di riferimento e nell’impossibilità di condividere una visione complessiva della gestione dei rifiuti tra tutte le parti istituzionali, sociali e imprenditoriali, solo un nuovo Contratto unico può esercitare un ruolo regolatore del “mercato”, capace di mettere insieme non solo richiesta e offerta ma anche diritti, qualità e costi compatibili. Noi siamo per le regole, la trasparenza e la qualità e su questo siamo pronti a saldare un patto forte con le imprese pubbliche e private, nonostante Federambiente. Regole che sappiano coniugare sviluppo e diritti. Chi, invece, pensa di sistemare una volta per sempre i “conti” con i lavoratori e con il sindacato sappi che non riuscirà a portare il comparto dell’igiene ambientale nel “medioevo” dei diritti, della qualità dei servizi e del modo di essere e concepire l’impresa. Di tempo ne è passato troppo e, anche se le imprese pubbliche non hanno ancora capito cosa fare, i lavoratori e le lavoratrici dell’igiene ambientale sapranno guadagnarsi da soli il loro nuovo contratto nazionale unico. Fraterni Saluti Le Segreterie Nazionali

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