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UilTrasporti: Tarlazzi, battaglia contro privatizzazione FSI è soprattutto nell’interesse del Paese (Foto dell'Evento)

28/10/2015 | Comunicati Stampa

(FERPRESS) –  Roma, 28 OTT – “La battaglia di UilTrasporti contro la privatizzazione del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane non è solo a difesa dei lavoratori, ma soprattutto nell’interesse del Paese”. E’ quanto ha sottolineato Claudio Tarlazzi, segretario generale di UilTrasporti, al convegno  “Privatizzazione del gruppo FSI: dove va la ferrovia?”, che l’organizzazione sindacale ha tenuto oggi a Roma.


“UilTrasporti ha organizzato questo convegno per mettere a confronto tutte le opinioni perché comunque si tratta di un argomento che va dibattuto a fondo e a tutti i livelli, ma la nostra posizione come organizzazione sindacale rimane ferma sulla richiesta di un ripensamento di una decisione e di una strategia che non ci convince: per noi non è in discussione come fare la privatizzazione del gruppo FSI, ma piuttosto se sia opportuno o meno procedere alla privatizzazione di un gruppo che è uno dei principali asset del nostro Paese”.
E questo non per pregiudiziali ideologiche o per una sterile difesa dei lavoratori FSI, ma perché privarsi di un’azienda che produce utili e che ha chiuso il bilancio semestrale di quest’anno con un attivo di 262 milioni di euro rappresenta un danno per la nostra economia, soprattutto in una prospettiva futura.
“Non ci convince la strategia enunciata dal ministero dell’Economia che bisogna fare le privatizzazioni per ridurre il peso del debito pubblico: prima di mettere sul mercato le aziende migliori, le risorse vanno recuperate con una dura lotta agli sprechi o riducendo fenomeni come l’evasione fiscale”, ha sostenuto ancora Tarlazzi.
Il segretario generale UilTrasporti ha citato alcuni esempi riguardanti proprio il settore dei trasporti: “Nel nostro Paese l’ultimo piano generale dei trasporti risale a oltre vent’anni fa, nel frattempo abbiamo una rete di interporti e di porti spesso non collegati efficacemente alla ferrovia e un sistema logistico che non riesce a sfruttare le potenzialità del nostro Paese: l’inefficienza della nostra rete logistica ci costa una cifra calcolata in 40 miliardi di euro, una tassa di 700 euro a persona che potrebbe essere restituita ai nostri cittadini e, soprattutto, garantirebbe lo sviluppo di uno dei settori più vitali dell’economia”, ha sottolineato ancora il segretario generale Uilt, che ha anche evidenziato come per garantire un tale sviluppo occorre ancor più investire sulla crescita di azienda come FSI e operare le giuste scelte nell’ambito di una politica nazionale dei trasporti.
“Rappresenta una politica miope barattare il beneficio immediato che si può ricavare in termini di cassa con una vendita ai privati con la rinuncia a investire sugli elementi strutturali che penalizzano la nostra economia”, ha sottolineato ancora l’esponente sindacale, ricordando le contraddizioni di una politica che incentiva – ad esempio – il trasporto stradale e non favorisce la crescita del trasporto ferroviario, a differenza di quanto avviene negli altri paesi. Per la UilTrasporti – ha concluso Tarlazzi – la battaglia contro la privatizzazione di FSI è anche una battaglia per una profonda inversione della politica complessiva del Paese, a cominciare da un settore decisivo come quello dei trasporti.

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