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Claudio Tarlazzi, Segretario Generale Uiltrasporti, interviene al Convegno organizzato dalla Uil di Brindisi dal titolo “Sbilanciamoci”

16/11/2015 | Comunicati Stampa

Questa vostra importante iniziativa pone al centro del dibattito le politiche di sviluppo del territorio brindisino e della regione Puglia. Un plauso, quindi, alla UIL di Brindisi per l’attenzione al territorio, ai lavoratori e a tutti i cittadini. Corre l'obbligo affermare il concetto che non ci può essere crescita economica se non c'è anche una crescita sociale, se non si riaffermano quelle politiche nazionali tese alla riduzione delle differenze sociali in questo Paese e quindi alla riduzione della povertà, alla necessità di una maggiore coesione sociale: contrasto alle politiche neoliberiste, contrasto a un'economia di mercato che troppo dimentica l'importanza di far crescere la parte sociale.

20151110 095236La nostra crescita è ancora troppo debole, trainata da fattori esogeni, quali il quantitative easing, il basso costo delle materie prime.. è quindi una crescita non determinata da riforme strutturali come il Paese richiede. La crisi si vince se l’Italia sarà in grado di produrre delle misure di politica economica e industriale duratura che possano rimettere in moto crescita e occupazione. Se questo non accadrà, il nostro Paese rischia di trovarsi in condizioni peggiori di quelle che aveva prima della crisi.

Gli altri paesi stanno crescendo più di noi, occorre necessariamente rilanciare i consumi; la nostra economia è caratterizzata per i 4/5 dal mercato interno: la soluzione più incisiva è quella di ridare capacità di spesa alle famiglie, ai lavoratori e ai pensionati, per far ripartire appunto i consumi e quindi la produzione, altrimenti le politiche di incentivazione all'occupazione (mettendo a disposizione risorse pubbliche) saranno inutili. L'occupazione non si fa per decreto, per incentivazione, ma attraverso la crescita della produzione che è una conseguenza alla crescita dei consumi.

Servono, inoltre, una politica fiscale efficace ed una politica della contrattazione che veda la complementarietà tra il primo livello di contrattazione e il secondo (i due livelli non possono essere alternativi perché si occupano di aspetti diversi). Il contratto nazionale crea l'equilibrio tra la tutela dei lavoratori e l'efficacia dei mercati e delle aziende, il secondo livello si occupa di produttività, di qualità, entra nello specifico delle misure aziendali. Fondamentale, per ridare respiro ai salari è, perciò, il rinnovo dei contratti senza il quale questo Paese si preclude un’importante possibilità per la sua ripresa.

Nei trasporti stiamo affrontando, mi auguro in tempi molto brevi, il contratto dell'igiene ambientale e quello dei portuali che potremmo riuscire a chiudere ancor prima della sua scadenza naturale. Probabilmente, presto, chiuderemo anche quello del trasporto pubblico locale che ha un ritardo di quasi otto anni.

Per il rilancio di questo Paese, il sistema dei trasporti è fondamentale, come le infrastrutture, gli investimenti per creare i collegamenti, in una logica dove il Sud ha scontato per primo il deficit e il calo degli investimenti. Infatti, dall'inizio della crisi gli investimenti in infrastrutture, al livello nazionale, sono calati in media del 27%, al Sud, invece, del 38% e questo ha contribuito a determinare un maggiore livello di impoverimento delle popolazioni del Sud; il Pil pro-capite medio è di € 27.000, ma nel Sud è meno di € 17.000.

Senza un’efficiente logistica non ci possono essere reali opportunità di sviluppo né insediamenti produttivi. Specialmente al Sud, bisogna riportare le produzioni, eliminare le distorsioni create dalla crisi che non significano salario nazionale o reddito di cittadinanza come non sono risolutivi i sussidi, ma servono con urgenza opportunità di crescita, opportunità di occupazione, opportunità di affermazione professionale, per impedire che i nostri giovani continuino ad emigrare in altri paesi. È necessario attrarre le aziende, perché questo sia possibile, bisogna investire, creare i collegamenti ed efficientare il sistema dei trasporti, oltre che sburocratizzare le procedure che comportano tempi biblici prima di avere tutte le autorizzazioni necessarie alla realizzazione di un’opera.

Pianificare collegamenti adeguati significa parlare di alta velocità, significa anche parlare d’integrazione e interconnessione con il porto, con l'aeroporto, con un sistema ferroviario efficiente ed efficace. Non si può pensare che in Puglia, regione caratterizzata fortemente dal turismo, non ci siano i collegamenti necessari; a tratto generale, questi problemi riguardano tutta l'Italia, ad esempio, negli aeroporti non arriva l'alta velocità ma nemmeno la rete tradizionale, infatti, solo 6 aeroporti sono collegati con la ferrovia.20151110 095504

E’ nel sud d'Italia, in queste regioni ad alta vocazione turistica, che bisogna concentrare la maggior parte delle risorse/investimenti per migliorare i nodi logistici in ingresso, tanto per la mobilità delle persone quanto per la mobilità delle merci, per costruire un sistema dei trasporti, armonico, integrato e veloce. Bisogna comprendere che non è più tempo per ragionamenti localistici, che per troppi anni hanno albergato non solo qui ma in tutto il Paese, impedendo di fare sistema e mettere a frutto le diverse peculiarità all’interno di una stessa regione: il porto di Bari, Taranto e Brindisi, ad oggi hanno avuto 3 autorità portuali, con il nuovo Piano della Portualità e della Logistica si parla di sistema pugliese, ci sarà una sola autorità portuale e questo significherà concentrare le risorse economiche, pianificazione degli investimenti per vocazione specialistica di ogni singolo porto in correlazione con tutto il territorio della regione. In questa logica e con questa politica il territorio pugliese potrà crescere. Noi sosteniamo l’emendamento della Commissione Europea che ritiene necessario che il corridoio adriatico-baltico sia esteso fino a Brindisi (oggi si ferma a Ravenna) perché questa è una regione molto importante, tutto il sistema pugliese è importante per il nostro Paese.

Sono assolutamente convinto che l'Italia non ce la può fare senza il Sud, primo perché si trova in una posizione vantaggiosa per intercettare i traffici del Mediterraneo, secondo perché potrà beneficiare del raddoppio del Canale di Suez.

Come ha detto il segretario Licchello, nella sua relazione completa e condivisibile, è arrivato il momento di “sbilanciarsi”, di assumersi ciascuno le proprie responsabilità e il sindacato, seppure in una fase difficile come questa, sta cercando di fare la sua parte, facendo delle proposte, rappresentando un elemento attivo e propositivo nel consolidamento della crescita del nostro Paese, che non può fare a meno del lavoro e quindi dell’occupazione.

Claudio Tarlazzi

Segretario Generale Uiltrasporti Nazionale

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