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TRASPORTO AEREO - PILOTI



Aggiornamento trattativa Cai – Sindacati

Aggiornamento situazione trattativa Cai – Sindacati. CAI abbandona il tavolo di trattativa: scenario e riflessioni. Nella giornata di ieri, mercoledì 29 ottobre, è ripreso il confronto tra CAI ed Organizzazioni Sindacali ed Associazioni Professionali.

L’incontro, nelle intenzioni dichiarate dell’A.D. Ing. Sabelli, doveva essere una non stop per portare le parti ad un accordo definitivo sui criteri di assunzione e sui contratti di tutte le categorie. L’accordo è ritenuto condizione necessaria per la formulazione dell’offerta vincolante di acquisto di Alitalia al Commissario Prof. Fantozzi. L’esito della giornata non è però stato positivo. La trattativa sui criteri di assunzione è durata diverse ore che hanno visto Uilt Piloti richiedere un incremento dei Piloti in ingresso nella nuova società in virtù degli adeguamenti di flotta ( + 1 B767, + 8 Md80, + 6 EMB170 ), nella convinzione che si possa e debba superare il deleterio impatto prodotto sulla categoria dalla formula del “full time equivalent” che, nell’interpretazione dell’azienda, costringerebbe tutto il PNT in forza a CAI ad usufruire di un mese/anno cadauno di part time obbligatorio, ovviamente a retribuzione zero. Il confronto sui criteri di assunzione procedeva, seppur tra grandi difficoltà, con piccoli passi avanti. Dopo una interruzione di circa due ore, richiesta dall’azienda per rielaborare le bozze dei documenti sulla base delle istanze sindacali, si è ripresa la riunione partendo dal tema dei contratti delle tre categorie e dei Comandanti dirigenti. Dopo un giro di tavolo che ha visto tutte le Organizzazioni ed Associazioni richiedere il rispetto degli accordi di Palazzo Chigi, si è rilevato come nulla fosse mutato negli intendimenti aziendali. La Cai continua a prendere in considerazione le parti del contratto Air One che ritiene più interessanti omettendone innumerevoli articoli che risultano per essa svantaggiose. Questo atteggiamento, chiaramente, non è conforme a quanto concordato a Palazzo Chigi dove le parti si erano impegnate ad adottare integralmente il contratto Air One ad eccezione di quegli items chiaramente specificati negli accordi stessi, quali ad es. numero dei riposi, giorni di ferie, delta retributivo del 7% a parità di attività etc Uiltrasporti Piloti, congiuntamente alle altre rappresentanze sindacali ha quindi ribadito alla CAI la necessità di rivedere il tipo di approccio. L’A.D. di CAI Ing Sabelli ha quindi preso una posizione imprevista ed estremamente dura: i documenti predisposti dall’azienda non erano e non sono più trattabili, si era quindi di fronte ad una proposta di accordo “ definitiva, ultimativa ed immodificabile” alla quale si poteva aderire, siglandola, pena la rottura delle trattative. Tutte le Organizzazioni ed Associazioni presenti al tavolo hanno confermato la imprescindibile necessità di approfondire alcuni importanti temi contrattuali, senza chiarezza sui quali, non vi erano le condizioni per giungere ad un accordo. In conseguenza di tale richiesta la CAI ha dichiarato chiuse le trattative ed ha abbandonato il tavolo all’incirca alle ore 24 di mercoledì 29 ottobre. A distanza di pochi minuti giungeva un Comunicato Stampa di CAI che, in modo falso e pretestuoso, imputava la rottura delle trattativa alle eccessive richieste in merito ai permessi sindacali, tema mai nemmeno accennato durante lincontro. A tale scorrettezza, ed allo scopo di chiarire il corso degli eventi, sono stati diramati due comunicati congiunti che sono visibili sul nostro sito www.uiltrasporti.it/piloti. Si aprono ora almeno due scenari differenti. CAI potrebbe aver deciso di approfittare fino in fondo dello scenario di debolezza di Alitalia e dei suoi dipendenti dato dallo stato di commissariamento. In questo caso pare logico, dal suo punto di vista ovviamente, evitare di continuare una trattativa che, comunque, avrebbe portato un maggior esborso globale causato dalle migliorie alle normative contrattuali inevitabilmente scaturite dal tavolo. Più produttivo, sempre dal punto di vista di CAI, interrompere il confronto scaricandone la responsabilità sul sindacato, ed attendere una ricucitura in extremis della trattativa a condizioni, ovviamente, invariate. Il secondo scenario integra il primo e vedrebbe una compagine azionaria di Cai in difficoltà o, comunque, con poca voglia di procedere in una operazione sempre più complessa ed in una congiuntura economica decisamente negativa. In questo quadro lasciare il cosiddetto “cerino in mano” al sindacato è certamente un’ottima via di uscita per giustificare l’abbandono di una iniziativa fortemente voluta dal potere politico. Nelle prossime ore saranno certamente più chiari gli sviluppi di questa intricata e difficile vertenza. Una riflessione è però sin d’ora d’obbligo per chiunque abbia a cuore il futuro proprio, dei propri cari e dei colleghi tutti. Il fallimento dell’operazione CAI al momento non apre la strada ad alcuna alternativa. Non risultano,ad oggi esistenti altre offerte per il complesso aziendale di Alitalia ma solo manifestazioni di interesse per pezzi di asset produttivi ( alcuni aerei, alcuni slot etc… ). L’atteggiamento tenuto da chi auspica un definitivo ritiro di CAI è quindi paragonabile ad un salto nel vuoto che, tra l’altro, porterebbe quasi certamente ad uno stato di caos generalizzato ed ad un conflitto con il Governo che produrrebbe, tra gli altri effetti negativi, anche un probabile stop agli ammortizzatori sociali “potenziati” per decreto. D’altro canto non si può prescindere dall’azione sindacale di tutela della categoria, pena l’impossibilità di gestire, anche in un’ottica futura, alcun tipo di relazione industriale. Non va però dimenticato che per relazionarsi con una azienda occorre che questa esista e noi, al momento, siamo in presenza di una Alitalia in stato prefallimentare e di una CAI che ancora non ha formalizzato alcuna offerta vincolante. E’ quindi, senza ombra di dubbio, il momento del buon senso e della lungimiranza. Chi si lasciasse ora trascinare da sentimenti, anche comprensibili, di chiusura al dialogo esporrebbe la categoria intera ad un serio rischio di tracollo. I contatti delle diplomazie sono in queste ore frenetici per comprendere meglio come si svilupperanno gli eventi. La struttura Uiltrasporti Piloti sta operando a tutti i livelli ed è a disposizione ai consueti recapiti per qualsiasi informazione o chiarimento ed invita tutti i colleghi ad informarsi in modo critico ed attento senza dare credito ad informazioni distorte e/o fuorvianti. UILTRASPORTI PILOTI COMUNICAZIONE

 

 

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