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PREVIDENZA: seminario nazionale di approfondimento

Giovedì 10 novembre nella sede della Uiltrasporti nazionale si è svolto un seminario di approfondimento con i delegati regionali provenienti da tutta Italia sui recenti provvedimenti in materia previdenziale.

L’iniziativa segue un importante convegno nazionale organizzato da Uiltrasporti, Uil e Ital il 19 luglio scorso a Roma, intitolato “Una sfida per la previdenza del futuro. Economicità e tutele nei trasporti”, la cui organica relazione introduttiva del Segretario generale Claudio Tarlazzi (clicca qui per consultarla), fu l’importante risultato di un lavoro di gruppo, Uiltrasporti, Uil e Ital, creato per focalizzare e condividere temi, metodi e profili del lavoro usurante nei trasporti e nei servizi rappresentati dal nostro settore.

Introducendo il seminario, Tarlazzi ha infatti richiamato i principi ed i punti essenziali che caratterizzarono quel convegno, soffermandosi poi sul confronto con quanto si chiese in quella occasione e quanto è contenuto a distanza di pochi mesi in tema previdenziale nella Legge di Bilancio 2017 - ora in fase emendativa in Parlamento e da approvare entro la fine dell’anno per la sua entrata in vigore a gennaio. Tarlazzi ha sottolineato l’importante primo risultato per Uiltrasporti, che vede tra gli 11 profili per l’Ape agevolata e i lavoratori precoci, recepiti nel DDL Bilancio 2017 l’inserimento di 5 profili di lavoro particolarmente faticoso o pericoloso ricadenti negli ambiti per i quali Uiltrasporti aveva chiesto il riconoscimento di lavoro usurante. “E’ il primo passo importante” ha sottolineato il Segretario generale “ che segna il percorso che gradualmente dovrà vedere l’inserimento nel tempo di  tutti i lavori usuranti, che di fatto abbassano la speranza di vita del lavoratore dalla quiescenza in poi. Il nostro è un obiettivo di giustizia, di equità sociale e di riconoscimento della dignità del lavoro e del lavoratore, attraverso metodiche scientifiche e certe.” ha sintetizzato Tarlazzi.

I 5 profili riguardano i conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante, i conduttori di mezzi pesanti e camion, i facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati, il personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia, gli operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori

(In allegato potrete visulizzare le slides di presentazione dell’intervento di Tarlazzi).

È poi seguito un lungo e dettagliato resoconto del Segretario confederale Domenico Proietti, che ha premesso che se da un lato “ignorare i corpi intermedi è un grave errore culturale prima ancora che politico”, dall’altro  l’azione unitaria del sindacato “è stato l’unico modo per uscire dall’angolo, rimettendoci al centro della scena, sempre con proposte di merito e non astrattamente”. Alla UIL “interessa entrare nei palazzi; ma per risolvere i problemi delle persone che rappresentiamo. Il sindacato non è un fine!” ha ribadito.

Infatti, i provvedimenti di previdenza contenuti nella Legge di Bilancio si richiamano ad alcuni elementi individuati al tavolo unitario nazionale e sottoscritti in un Verbale tra Governo, CGIL, CISL e UIL. Prima di passare alla loro rassegna, Proietti ha poi chiarito che il dato ufficiale sulla spesa per le pensioni in Italia al 16%, è falsamente gonfiato da un sistema di conteggio dello Stato che mette in uscita voci estranee alla spesa pensionistica, come ad esempio il TFR (denaro che non è da considerarsi entrata e nemmeno uscita essendo dei lavoratori) e le spese assistenziali. In realtà, la spesa pensionistica in Italia è da considerarsi al 10,3% del PIL, ben al di sotto della media europea, con una elevata età di accesso alla pensione a 66,7mesi, contro la media Europea che è di 63 anni.

Per quanto riguarda le pensioni in essere, le previsioni introdotte riguardano l’estensione della 14° alle pensioni fino a 1000 euro, che rappresenta un adeguamento atteso da anni almeno della fascia più bassa dei pensionati da lavoro e l’eliminazione dell’onere delle ricongiunzioni di casse differenti ai fini pensionistici.

Si è poi stabilito il principio per i lavoratori precoci che con 41 anni di contributi si va in pensione indipendentemente dal lavoro che si fa; tuttavia a causa delle risorse scarse esso dovrà essere applicato nel tempo. Dall’anno prossimo, dunque, saranno solo alcune categorie particolarmente disagiate a beneficiarne.

Per tutti i lavoratori, invece, è prevista l’abolizione strutturale della penalizzazione per chi va in anticipo in pensione prima dei 62 anni.

Per quanto riguarda i lavori usuranti non è stato possibile rivedere le platee per questioni di copertura finanziaria, ma si sono allargate le maglie di accesso alla pensione, levando una serie di ostacoli procedurali. Inoltre, è stato tolto l’aggancio all’aspettativa di vita uguale per tutti, reso inefficace dalla riforma Fornero, introducendo, invece, le differenti aspettative di vita a seconda del lavoro svolto.

Sul tema dell’APE, Proietti non ha poi lasciato dubbi sul fatto che “non la condividiamo”, ma il nostro approccio riformista ci ha spinto a richiederne dei miglioramenti, innanzi rendendolo un provvedimento sperimentale, quindi non strutturale. Tra le migliorie, UIL, CGIL, CISL hanno chiesto per l’APE volontaria un unico ed esclusivo interlocutore, identificato nell’INPS (escludendo quindi banche o assicurazioni), con rata mensile di restituzione al 5% in 20 anni, contemplando anche la possibilità di prendere il prestito dal fondo della previdenza complementare. Riguardo l’APE di impresa, invece, saranno le imprese stesse a farsi carico del prestito; mentre per l’APE agevolata/sociale oltre alle categorie inserite tra i lavori gravosi  si aggiungono i disoccupati di lungo periodo.

In fase conclusiva del suo ragionamento, Proietti ha poi rimarcato alcuni elementi contenuti nel Verbale, a cui dover dare continuità. In particolare si è riferito ai giovani che fanno lavori precari per almeno 15 anni e alle donne che per gravidanze e assistenza familiari lavorano ad intermittenza. Entrambe queste categorie hanno buchi contributivi che ne abbassano sensibilmente le pensioni future. Ha poi menzionato la previdenza complementare che in Italia vanta il miglior modello del mondo dei fondi pensione che va sostenuto ed ampliato ed, infine, ha rimarcato l’importanza dell’obiettivo di ottenere la separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale.

Ha chiuso l’intervento guardando al prossimo futuro, annunciando per inizio anno l’impegno UIL per una campagna a favore della riduzione delle tasse sul reddito da lavoro dipendente ed una battaglia di civiltà  a favore della lotta all’evasione fiscale nel nostro Paese.

a cura di Giovanna Visco


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