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TRASPORTO AEREO - PERSONALE DI TERRA



ALITALIA: dichiarazione di Tarlazzi sul Referendum al termine della riunione intersindacale. Sole 24 Ore

 Al termine della riunione intersindacale sulle modalità di svolgimento del referendum dei lavoratori Alitalia, il Segretario generale Claudio Tarlazzi ha rilasciato alla Stampa la posizione della nostra Organizzazione. Si riporta di seguito, tra tanti, l'articolo del Sole 24 Ore del giornalista Giorgio Pogliotti.

 
Via al referendum sul futuro di Alitalia
–di Giorgio Pogliotti  18 aprile 2017
 
I 12.500 dipendenti di Alitalia sono chiamati alle urne per esprimersi sul preaccordo siglato da sindacati confederali, di categoria e associazioni professionali lo scorso venerdì notte, dopo una lunghissima no stop al ministero dello Sviluppo economico. Saranno allestiti sette seggi - cinque a Fiumicino, uno a Linate e un altro a Malpensa- dove si potrà votare a partire da giovedì 20 aprile (dalle 6 del mattino), fino a domenica 24 alla mezzanotte. Per il referendum non è previsto un quorum.
Cosa succederà in caso di vittoria del sì o del no 
In caso di vittoria del sì mercoledì 26 marzo le dieci sigle - tra sindacati e associazioni professionali - si prevede saranno convocate al Mise e potrà partire l’operazione finanziaria per poco meno di 2 miliardi di euro per la ricapitalizzazione della compagnia. Con la vittoria del no scatterebbe il commissariamento della compagnia. «Diciamo chiaramente che questo accordo consente di salvare Alitalia, che altrimenti andrebbe in liquidazione. Per noi era ed è prendere o lasciare» ha spiegato al Sole 24 Ore il ministro delle Infrastruttire e Trasporti Graziano Delrio.
Filt-Cgil e Fit-Cisl per il sì 
Filt-Cgil e Fit-Cisl si schierano a sostegno del sì. «Daremo indicazione favorevole, poi ogni lavoratore deciderà in coscienza», spiega Nino Cortorillo (Filt). Mentre la Uiltrasporti, sostiene il leader Claudio Tarlazzi, «lascia libertà di coscienza» e fa sapere che «non si schiera nè per il sì nè per il no».
Esuberi per il personale di terra 
Per il personale di terra nel preaccordo si prevedono 980 esuberi sui 1.338 esuberi con contratti a tempo indeterminato previsti dal piano industriale (le eccedenze in meno sono dovute al riassorbimento di oltre trecento addetti, soprattutto dell’area della manutenzione, che in precedenza l’azienda voleva esternalizzare). Il personale in esubero avrà 2 anni di cassa integrazione straordinaria che, con l’integrazione del Fondo di settore, dovrebbe assicurare fino all80% della retribuzione. Poi questi lavoratori o saranno riassorbiti dall’azienda o avranno due anni di Naspi (l'ex indennità di disoccupazione).
Tagli retributivi ai naviganti 
Sul personale navigante, invece, si prevedono tagli retributivi: per l'indennità di volo oraria l'azienda ha chiesto una riduzione del 21,6% pari ad una riduzione complessiva della retribuzione intorno all’8%. Gli scatti annuali di anzianità diventano triennali (il primo scatto è previsto nel 2020), è fissato un tetto di incremento retributivo del 25% in caso di promozione, con l’applicazione per i neoassunti dei meno vantaggiosi livelli retributivi applicati per city liner, la riduzione dei riposi (da 120 a 108 annuali), il superamento di alcune indennità.
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