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Vertenza Taranto - Dichiarazione stampa del Segretario Generale Aggiunto UIL Trasporti C. Tarlazzi

Il sodalizio tra Hutchinson ed Evergreen per la gestione del Terminal Container di Taranto è a fine corso e a farne le spese sono i lavoratori.

In perfetto stile cinese, patria delle due società, 160 lavoratori del terminal stanno per ricevere la comunicazione di messa in mobilità ed altrettanti lavoratori degli appalti perderanno anche essi il posto di lavoro.

Tutto ciò sta accadendo fuori da ogni logica che regola il nostro sistema di relazioni industriali, considerato che, evidentemente, in questo caso non interessa mettere in campo alcuna prospettiva di crescita dell’attività né tanto meno garantire trasparenza ed equità.

Quanto sta accadendo è di una gravità tale che non occorrono commenti e avrà come effetto l’aumento del disagio sociale nella città di Taranto, già fin troppo acuto.

Il tutto è ancora più grave se si pensa che risponde ad un disegno strategico per affossare il porto di Taranto dal momento che alcune linee sono state scientemente delocalizzate al porto del Pireo.

Non potendo fare appello al senso di responsabilità degli amministratori del Terminal Container di Taranto, perché sarebbe come abbaiare alla luna, facciamo invece appello al senso di responsabilità del Presidente dell’Autorità Portuale di Taranto Sergio Prete, chiedendo un impegno non formale per evitare la perdita di tutti questi posti di lavoro nonché le necessarie misure per il rilancio del porto, ed il ripristino delle corrette relazioni industriali.

Come UIL Trasporti forniamo sin da ora la nostra disponibilità, che peraltro non è mai mancata, ad un confronto volto ad individuare le opportune soluzioni da metter in campo.

 

Roma, 10 novembre 2011

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