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Trasporto merci su gomma – Tarlazzi “ Bisogna intervenire sulla normativa del cabotaggio e delle somministrazioni transazionali che nel settore dell’autotrasporto determina dumping sociale all’interno dell’unione europea”.

21/02/2014 | Comunicati Stampa

Anche la Uiltrasporti lancia l’allarme per le normative del cabotaggio e delle somministrazioni transazionali che nel settore dell’autotrasporto stanno determinando alle imprese e ai lavoratori situazioni non più sostenibili.

“Serve con urgenza un intervento del prossimo Governo – afferma in una nota, il Segretario Generale Uiltrasporti - ma anche un’assunzione di responsabilità di tutta la Politica, affinché con urgenza si intervenga per individuare, sul piano della normativa europea ma ancor prima sul piano nazionale, gli interventi necessari per riallineare una competizione con i Paesi neocomunitari, pena la perdita totale di un altro pezzo importante dell’Economia di questo Paese”.

Continua nella nota Tarlazzi – “E’ fin troppo facile, infatti, sostituire i lavoratori italiani, utilizzando lavoratori, per lo più romeni e polacchi somministrati dalle Agenzie dei loro Paesi, il cui costo è inferiore al lavoratore italiano, poiché inferiori sono i loro costi sia sul piano fiscale, sia sul piano previdenziale determinando un dumping sociale all’interno dell’unione europea. Così come è altrettanto evidente quanto sia pericoloso, e già in parte praticato, delocalizzare aziende italiane di Trasporto in tali Paesi e continuare tramite il cabotaggio a lavorare in Italia, con enormi vantaggi sul piano dei costi”.

“Applicando in modo rigoroso le norme già esistenti in ambito europeo e nazionale, dunque, il lavoratore distaccato o somministrato in Italia deve ricevere un trattamento economico e normativo non inferiore a quello dei dipendenti dell’impresa che utilizza le sue prestazioni in Italia, a parità ovviamente di livello e mansioni”.

“Serve intervenire con urgenza – conclude il segretario generale UILT - considerando anche l’opportunità, mutuando quanto già avviene nel settore marittimo, di introdurre una normativa che fiscalizzi alcuni costi a carico delle imprese per ridurre il “gap” competitivo con i Paesi dell’est - Europa e per eliminare tali distorsioni nella concorrenza che rischiano di svuotare il settore dell’autotrasporto tanto per quanto riguarda l’impresa tanto per i lavoratori italiani”.

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