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Riforma legislazione portuale – Tarlazzi, lettera al Ministro Lupi “Coinvolgere gli altri Ministeri competenti e la Presidenza del Consiglio, urgente trovare soluzione all’applicazione ai dipendenti delle Autorità Portuali di norme di contenimento de

24/02/2014 | Comunicati Stampa

Riforma legislazione portuale – Tarlazzi, lettera al Ministro Lupi “Coinvolgere gli altri Ministeri competenti e la Presidenza del Consiglio, urgente trovare soluzione all’applicazione ai dipendenti delle Autorità Portuali di norme di contenimento della spesa riferite al pubblico impiego.”.

 Il Seg. Generale Claudio Tarlazzi in una lettera al Ministro Lupi “L’assetto della portualità, definito attraverso la legge 84/94, va contestualizzato ai mutamenti degli scenari in cui si confrontano gli scali nazionali e più in generale il sistema produttivo e distributivo italiano. Occorrono scelte che permettano di estendere la competitività di un porto oltre i propri confini geografici, potenziare le vocazioni specialistiche di ogni porto, e prevedere che le Autority diventino Autority di sistema in grado da un lato di attivare le risorse finanziarie necessarie per lo sviluppo di  infrastrutture portuali e il relativo sistema logistico e del trasporto, superando l’attuale frammentazione delle decisioni e favorire le necessarie concentrazioni su progetti di rilevanza internazionale”.

“Ritengo, comunque, - continua il segretario generale UILT – che qualsiasi riconfigurazione della governance portuale non possa prescindere dal ruolo attualmente affidato ai comitati portuali, così come oggi composti, in quanto punto di sintesi tra gli interessi pubblici, dei lavoratori e privatistici e che non possa venire meno la governance pubblica dei porti in considerazione del ruolo centrale, e di interesse generale, che essi svolgono per l’intera economia italiana”.

Nella lettera Tarlazzi conclude “Una buona riforma non può non tenere conto del buon lavoro svolto fino ad oggi sul d.d.l. in discussione al Senato, che riafferma le tutele sociali ed il sistema regolato del lavoro portuale oltre che salvaguardare le peculiarità dei servizi di interesse generale quali i servizi tecnico nautici. Occorre, inoltre, che si attivino urgentemente adeguate iniziative nei confronti degli altri Ministeri interessati e competenti sulla materia, nonché la Presidenza del Consiglio, per risolvere il problema dell’erronea applicazione delle norme di contenimento della spesa pubblica ai dipendenti delle Autorità Portuali che rischiano di minare le basi stesse del CCNL dei Porti e quindi del sistema regolato del lavoro portuale”.

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