Uiltrasporti


25/09/2013
 | Comunicati Stampa

Negli ultimi giorni si intensificano segnali preoccupanti per il futuro di Alitalia.

 

Indipendentemente da quale sarà il nuovo azionista di riferimento, riteniamo indispensabile conoscere il ruolo che rivestirà Alitalia all’interno del nuovo assetto societario e di alleanze, che dovrà essere assolutamente centrale e coerente con il sistema Paese, non ridimensionandola a compagnia satellite o a sussidiaria regionale di gruppi esteri.

19/09/2013
 | Comunicati Stampa

“La convocazione per la ripresa del tavolo di confronto istituzionale per il coordinamento e la gestione dell’emergenza del Trasporto Aereo Italiano”.

19/09/2013
 | Comunicati Stampa

In una fase economica e politica caratterizzata da una profonda revisione degli equilibri geo-economici dove i porti, fondamentali nodi della catena logistica e fattore moltiplicatore dell’economia, riassumono un ruolo centrale delle politiche di sviluppo europee nel contesto delle reti Ten-T, il Governo Italiano dopo anni di mancata programmazione stenta ancora a definire una linea strategica per rilanciare il sistema portuale e logistico del nostro Paese.

19/09/2013
 | Comunicati Stampa

In una fase economica e politica caratterizzata da una profonda revisione degli equilibri geo-economici dove i porti, fondamentali nodi della catena logistica e fattore moltiplicatore dell’economia, riassumono un ruolo centrale delle politiche di sviluppo europee nel contesto delle reti Ten-T, il Governo Italiano dopo anni di mancata programmazione stenta ancora a definire una linea strategica per rilanciare il sistema portuale e logistico del nostro Paese.

L’attuale d.d.l. di riforma della legislazione  in materia portuale, per il quale è stata approvata la trattazione con procedura d’urgenza prevista dal regolamento del Senato che riprende il d.d.l. “varato” nel corso della passata legislatura, benché non risponda pienamente alle esigenze del settore ha comunque il pregio di recepire alcune importanti sollecitazioni politiche anche da noi poste, tese ad aumentare la competitività di sistema della portualità italiana attraverso l’introduzione di ulteriori strumenti di gestione, pianificazione e realizzazione delle infrastrutture portuali e attraverso una migliore regolamentazione del mercato delle imprese che operano all’interno dei porti.

Alla luce del dibattito in corso su tali tematiche, che vede contrapporsi posizioni e logiche diverse, abbiamo richiesto congiuntamente alle altre Organizzazioni Sindacali una urgente audizione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi al fine di puntualizzare la nostra posizione, tesa ad una rapida approvazione dell’attuale d.d.l. al fine di attualizzare i capisaldi della Legge 84/94 e riconfermare un modello portuale che, nell’evoluzione dello shipping, salvaguardi la centralità del lavoro nei porti.

Roma. 19  settembre 2013

 

19/09/2013
 | Comunicati Stampa

In una fase economica e politica caratterizzata da una profonda revisione degli equilibri geo-economici dove i porti, fondamentali nodi della catena logistica e fattore moltiplicatore dell’economia, riassumono un ruolo centrale delle politiche di sviluppo europee nel contesto delle reti Ten-T, il Governo Italiano dopo anni di mancata programmazione stenta ancora a definire una linea strategica per rilanciare il sistema portuale e logistico del nostro Paese.

L’attuale d.d.l. di riforma della legislazione  in materia portuale, per il quale è stata approvata la trattazione con procedura d’urgenza prevista dal regolamento del Senato che riprende il d.d.l. “varato” nel corso della passata legislatura, benché non risponda pienamente alle esigenze del settore ha comunque il pregio di recepire alcune importanti sollecitazioni politiche anche da noi poste, tese ad aumentare la competitività di sistema della portualità italiana attraverso l’introduzione di ulteriori strumenti di gestione, pianificazione e realizzazione delle infrastrutture portuali e attraverso una migliore regolamentazione del mercato delle imprese che operano all’interno dei porti.

Alla luce del dibattito in corso su tali tematiche, che vede contrapporsi posizioni e logiche diverse, abbiamo richiesto congiuntamente alle altre Organizzazioni Sindacali una urgente audizione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi al fine di puntualizzare la nostra posizione, tesa ad una rapida approvazione dell’attuale d.d.l. al fine di attualizzare i capisaldi della Legge 84/94 e riconfermare un modello portuale che, nell’evoluzione dello shipping, salvaguardi la centralità del lavoro nei porti.

Roma. 19  settembre 2013

 

19/09/2013
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In una fase economica e politica caratterizzata da una profonda revisione degli equilibri geo-economici dove i porti, fondamentali nodi della catena logistica e fattore moltiplicatore dell’economia, riassumono un ruolo centrale delle politiche di sviluppo europee nel contesto delle reti Ten-T, il Governo Italiano dopo anni di mancata programmazione stenta ancora a definire una linea strategica per rilanciare il sistema portuale e logistico del nostro Paese.

L’attuale d.d.l. di riforma della legislazione  in materia portuale, per il quale è stata approvata la trattazione con procedura d’urgenza prevista dal regolamento del Senato che riprende il d.d.l. “varato” nel corso della passata legislatura, benché non risponda pienamente alle esigenze del settore ha comunque il pregio di recepire alcune importanti sollecitazioni politiche anche da noi poste, tese ad aumentare la competitività di sistema della portualità italiana attraverso l’introduzione di ulteriori strumenti di gestione, pianificazione e realizzazione delle infrastrutture portuali e attraverso una migliore regolamentazione del mercato delle imprese che operano all’interno dei porti.

Alla luce del dibattito in corso su tali tematiche, che vede contrapporsi posizioni e logiche diverse, abbiamo richiesto congiuntamente alle altre Organizzazioni Sindacali una urgente audizione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi al fine di puntualizzare la nostra posizione, tesa ad una rapida approvazione dell’attuale d.d.l. al fine di attualizzare i capisaldi della Legge 84/94 e riconfermare un modello portuale che, nell’evoluzione dello shipping, salvaguardi la centralità del lavoro nei porti.

Roma. 19  settembre 2013

 

19/09/2013
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In una fase economica e politica caratterizzata da una profonda revisione degli equilibri geo-economici dove i porti, fondamentali nodi della catena logistica e fattore moltiplicatore dell’economia, riassumono un ruolo centrale delle politiche di sviluppo europee nel contesto delle reti Ten-T, il Governo Italiano dopo anni di mancata programmazione stenta ancora a definire una linea strategica per rilanciare il sistema portuale e logistico del nostro Paese.

L’attuale d.d.l. di riforma della legislazione  in materia portuale, per il quale è stata approvata la trattazione con procedura d’urgenza prevista dal regolamento del Senato che riprende il d.d.l. “varato” nel corso della passata legislatura, benché non risponda pienamente alle esigenze del settore ha comunque il pregio di recepire alcune importanti sollecitazioni politiche anche da noi poste, tese ad aumentare la competitività di sistema della portualità italiana attraverso l’introduzione di ulteriori strumenti di gestione, pianificazione e realizzazione delle infrastrutture portuali e attraverso una migliore regolamentazione del mercato delle imprese che operano all’interno dei porti.

Alla luce del dibattito in corso su tali tematiche, che vede contrapporsi posizioni e logiche diverse, abbiamo richiesto congiuntamente alle altre Organizzazioni Sindacali una urgente audizione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi al fine di puntualizzare la nostra posizione, tesa ad una rapida approvazione dell’attuale d.d.l. al fine di attualizzare i capisaldi della Legge 84/94 e riconfermare un modello portuale che, nell’evoluzione dello shipping, salvaguardi la centralità del lavoro nei porti.

Roma. 19  settembre 2013

 

19/09/2013
 | Comunicati Stampa

In una fase economica e politica caratterizzata da una profonda revisione degli equilibri geo-economici dove i porti, fondamentali nodi della catena logistica e fattore moltiplicatore dell’economia, riassumono un ruolo centrale delle politiche di sviluppo europee nel contesto delle reti Ten-T, il Governo Italiano dopo anni di mancata programmazione stenta ancora a definire una linea strategica per rilanciare il sistema portuale e logistico del nostro Paese.

L’attuale d.d.l. di riforma della legislazione  in materia portuale, per il quale è stata approvata la trattazione con procedura d’urgenza prevista dal regolamento del Senato che riprende il d.d.l. “varato” nel corso della passata legislatura, benché non risponda pienamente alle esigenze del settore ha comunque il pregio di recepire alcune importanti sollecitazioni politiche anche da noi poste, tese ad aumentare la competitività di sistema della portualità italiana attraverso l’introduzione di ulteriori strumenti di gestione, pianificazione e realizzazione delle infrastrutture portuali e attraverso una migliore regolamentazione del mercato delle imprese che operano all’interno dei porti.

Alla luce del dibattito in corso su tali tematiche, che vede contrapporsi posizioni e logiche diverse, abbiamo richiesto congiuntamente alle altre Organizzazioni Sindacali una urgente audizione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi al fine di puntualizzare la nostra posizione, tesa ad una rapida approvazione dell’attuale d.d.l. al fine di attualizzare i capisaldi della Legge 84/94 e riconfermare un modello portuale che, nell’evoluzione dello shipping, salvaguardi la centralità del lavoro nei porti.

Roma. 19  settembre 2013

 

27/08/2013
 | Comunicati Stampa

Nella giornata di ieri, dopo 12 ore di estenuante trattativa, è stata sottoscritta un'intesa in sede ministeriale riguardo la vertenza dei 150 esuberi in AVIS.

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