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Nuova Alitalia, Uiltrasporti: Governo chieda mandato al Parlamento per procedere senza accordo con UE

15/04/2021 | Ufficio stampa

Roma, 15 aprile – “Dopo tutti i chiarimenti dati alla Commissione Europea, l’ulteriore invio di 40 richieste di chiarimento, palesano la volontà di ritardare la nascita della nuova compagnia di bandiera a scapito del nostro Paese e a vantaggio della concorrenza che sta già investendo copiosamente sul nostro mercato in vista della prossima ripresa nella stagione estiva”. Così il Segretario Generale Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi e il Segretario Nazionale Ivan Viglietti, sulle ultime richieste avanzate dalla Direzione Generale Concorrenza all’Italia

“Va respinta al mittente la pressione che la Commissione Europea sta facendo pesare nel negoziato con il Governo italiano sul prestito ponte dato ad AlItalia in A.S. ricattandoci su una possibile condanna per aiuti di stato.

I partiti politici di maggioranza e di opposizione giustamente hanno ben chiaro quanto sia importante far decollare il prima possibile gli aerei della nuova compagnia di bandiera dotata di tutti gli asset industriali che possano permetterle di competere ad armi pari nel mercato comprendendo una flotta adeguata, l’aviation, la manutenzione, l’handling, gli Slot di Milano e di Fiumicino ed il brand.

Questi asset industriali dovranno essere acquistati dalla nuova compagnia di bandiera il più velocemente possibile con trattativa privata e non con bando pubblico” spiegano Tarlazzi e Viglietti, che proseguono

“Dall’esito di questo progetto dipendono le sorti delle lavoratrici e dei lavoratori di Alitalia in A.S. e di quelli dell’intero indotto, migliaia di persone che rischiano il posto di lavoro ma non solo: da questo dipende anche lo sviluppo del turismo e dell’economia industriale del nostro Paese. Non devono essere considerati altri piani, b, c, ecc. Deve esserci soltanto un piano ed è quello di far partire la nuova compagnia con estrema urgenza, dotandola delle migliori condizioni per autosostenersi. Altri piani avrebbero una qualificazione industriale più debole e non permetterebbero processi di costruzione e di sviluppo adeguati.

A questo punto è ineludibile che il Parlamento dia mandato al Governo di fermare la trattativa in atto con la Commissione Europea facendo emergere l’interesse nazionale e avviando conseguentemente il confronto con le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori del settore” concludono.

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