Uiltrasporti

VIABILITA'


29/12/2020
 | Ufficio stampa

Roma 29 dicembre - “La vertenza per il rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri e internavigatori rimane aperta e verranno intraprese azioni di mobilitazione”.

29/12/2020
 | Ufficio stampa

Roma, 29 dicembre - Uiltrasporti Uil, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e  inviano una lettera al Ministro della Salute ed a altre Autorità impegnate nell’emergenza della pandemia in atto.

23/12/2020
 | Ufficio stampa
Roma, 23 dicembre - “Lo schema di piano industriale che ci è stato presentato oggi è insoddisfacente: chiediamo un confronto con Governo e Parlamento, cioè con le  Commissioni Trasporti di Camera e Senato e con i gruppi parlamentari, per discuterlo e presentare le nostre proposte di miglioramento nell’ambito degli investimenti, che allo stato attuale giudichiamo insufficienti, in flotta, manutenzione e handling”. Lo annunciano Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl TA, spiegando che: “Per mesi il Governo ci ha assicurato che Alitalia non sarebbe stata solo salvata ma rilanciata e resa quindi, anche grazie a un partner forte, un player di livello internazionale e capace di fare gli interessi economici del Paese. Per mesi abbiamo sentito ripetere dall’Esecutivo che ci garantiva che nessuno delle lavoratrici e dei lavoratori di Alitalia sarebbe rimasto indietro. Ora invece ci troviamo davanti a uno schema di piano industriale che la dimezza in termini di flotta e personale e ci chiediamo come un ridimensionamento del genere possa consentire una qualche ripresa della compagnia di bandiera.
Visto che lo Stato è intervenuto in maniera significativa e in più modi per sostenere Alitalia in questo anno di pandemia e stop generalizzato dei voli, ora Governo e Parlamento devono agire in coerenza con quanto fatto finora e lavorare insieme ad Alitalia e ai sindacati per un rilancio vero. Vogliamo la garanzia che tutte le lavoratrici e i lavoratori della compagnia di bandiera entrino in Ita”.
“Ci aspettiamo anche - concludono Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl TA - che il Governo intervenga altresì sul piano delle regole perché se la nuova Alitalia dovrà competere sul mercato dovrà farlo a parità di condizioni: ci riferiamo all’assenza di reciprocità con alcuni paesi. Infatti mentre alcuni Stati come la Cina possono far volare gli aerei delle loro compagnie di bandiera in Italia grazie a slot disponibili, noi non possiamo fare altrettanto verso quei medesimi paesi”.
23/12/2020
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Roma, 23 dicembre - “Lo schema di piano industriale che ci è stato presentato oggi è insoddisfacente: chiediamo un confronto con Governo e Parlamento, cioè con le  Commissioni Trasporti di Camera e Senato e con i gruppi parlamentari, per discuterlo e presentare le nostre proposte di miglioramento nell’ambito degli investimenti, che allo stato attuale giudichiamo insufficienti, in flotta, manutenzione e handling”. Lo annunciano Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl TA, spiegando che: “Per mesi il Governo ci ha assicurato che Alitalia non sarebbe stata solo salvata ma rilanciata e resa quindi, anche grazie a un partner forte, un player di livello internazionale e capace di fare gli interessi economici del Paese. Per mesi abbiamo sentito ripetere dall’Esecutivo che ci garantiva che nessuno delle lavoratrici e dei lavoratori di Alitalia sarebbe rimasto indietro. Ora invece ci troviamo davanti a uno schema di piano industriale che la dimezza in termini di flotta e personale e ci chiediamo come un ridimensionamento del genere possa consentire una qualche ripresa della compagnia di bandiera.
Visto che lo Stato è intervenuto in maniera significativa e in più modi per sostenere Alitalia in questo anno di pandemia e stop generalizzato dei voli, ora Governo e Parlamento devono agire in coerenza con quanto fatto finora e lavorare insieme ad Alitalia e ai sindacati per un rilancio vero. Vogliamo la garanzia che tutte le lavoratrici e i lavoratori della compagnia di bandiera entrino in Ita”.
“Ci aspettiamo anche - concludono Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl TA - che il Governo intervenga altresì sul piano delle regole perché se la nuova Alitalia dovrà competere sul mercato dovrà farlo a parità di condizioni: ci riferiamo all’assenza di reciprocità con alcuni paesi. Infatti mentre alcuni Stati come la Cina possono far volare gli aerei delle loro compagnie di bandiera in Italia grazie a slot disponibili, noi non possiamo fare altrettanto verso quei medesimi paesi”.
22/12/2020
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Roma 22 dicembre - “E’ improcrastinabile uno specifico incontro sia con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sia con i referenti imprenditoriali del Gruppo Moby per un confronto sui rispettivi programmi e sulle proprie responsabilità”.

22/12/2020
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Roma 22 dicembre - “E’ improcrastinabile uno specifico incontro sia con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sia con i referenti imprenditoriali del Gruppo Moby per un confronto sui rispettivi programmi e sulle proprie responsabilità”.

22/12/2020
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Roma 22 dicembre - “Visto l’esito dell’incontro che si è concluso con un verbale di mancato accordo, non vi è altra strada percorribile se non quella di proseguire verso la mobilitazione nazionale, attraverso l’avvio formale della seconda fase delle procedure di raffreddamento e conciliazione”.

18/12/2020
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Roma 18 dicembre - "Non è condivisibile in quanto assolutamente inaccettabile per noi”. Così unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo sul piano industriale della nuova Alitalia Ita, evidenziando che "con poco più 50 aerei si va verso l'avvio di una mini compagnia, contraddistinta da un piano insoddisfacente da tutti i punti di vista, industriale ed occupazionale".

18/12/2020
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Roma 17 dicembre - “È evidente la volontà della Commissione europea di voler stravolgere l’assetto giuridico delle nostre Autorità di sistema portuale, indirizzandolo verso la configurazione di impresa pubblica oppure di Ente pubblico economico”. Così Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti sul nuovo pronunciamento dell’Ue sugli aiuti di stato per i porti, spiegando che “la Direzione Generale per le concorrenza va ben oltre le contestazioni riguardanti l’esenzione del pagamento dell’imposta sui canoni demaniali da parte delle AdSP, contestando ora anche la tassa di ancoraggio e sulle merci sbarcate ed imbarcate, definendole attività economiche”.

“La Commissione - proseguono le organizzazioni sindacali - insinua che il nostro mercato portuale sia in concorrenza con quelli della logistica ferroviaria o aeroportuale e lo fa senza tenere conto che in Italia c’è la legge 84/94 sui porti a controllare e regolare il mercato. Con questa decisione, in maniera maldestra, si cerca di azzerare la legge speciale sulla portualità e si rischia di radere al suolo l’intera struttura normativa e legislativa esistente, annientando decenni di lavoro e di lotte per la salvaguardia dei lavoratori portuali e la regolamentazione di un mercato particolare quale quello dei porti”.

Secondo Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti “è sbagliato paragonare il nostro sistema a quello degli altri paesi dell’Unione dove i porti sono delle vere e proprie imprese perché offrono servizi. Ancora oggi è evidente la sottovalutazione con cui i nostri governi hanno dal 2012 affrontato tale criticità e, conseguentemente, non sono stati per niente convincenti sulle sostanziali diversità tra noi e l’Europa”.

“Ora più di prima - chiedono infine le organizzazioni confederarli dei trasporti - è necessario ed urgente un incontro con il Mit per capire quali sono le azioni programmate a difesa dei nostri porti e del bene pubblico. È tempo di agire e di farlo in fretta, anche perché l’ultimo pronunciamento dell’Ue prevede l'adozione dal 2022, termine entro il quale l’Italia dovrà adeguarsi”.

16/12/2020
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Roma 16 dicembre - “Firmata oggi unitariamente, a tre anni dalla scadenza del 31 dicembre 2017 e dopo una lunga e complicata trattativa, l’ipotesi di accordo di rinnovo del contratto nazionale unico dell'industria armatoriale”. Lo riferiscono unitariamente i segretari generali Filt Cgil, Stefano Malorgio, Fit Cisl, Salvatore Pellecchia e Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, spiegando che “il contratto, sottoscritto con le associazioni datoriali Confitarma, Assarmatori, Assorimorchiatori e Federimorchiatori, avrà decorrenza dal 1 gennaio 2021 al 31 dicembre 2023 e coinvolge circa 65 mila lavoratori del trasporto marittimo, tra personale navigante ed amministrativo”.

“Dal punto di vista economico - spiegano i tre segretari generali - è previsto per tutto il personale un aumento complessivo pari al 6%, calcolato sul minimo tabellare della scala parametrale. La copertura del periodo di vacanza contrattuale è pari a 750 euro totali al parametro 141 per il personale navigante e al 5° livello del sistema di classificazione del personale di terra e amministrativo. L’una tantum sarà erogata in tre tranches”.

“Siamo soddisfatti - commentano Malorgio, Pellecchia e Tarlazzi - per l’attestamento finale di questo rinnovo, raggiunto in una fase molto delicata per il nostro Paese e in un contesto socio-economico mondiale ricco di incertezze a seguito dell’emergenza sanitaria. Questo contratto rappresenta per tutti i lavoratori del settore marittimo uno strumento regolatorio rinnovato che realizza il Ccnl unico dell’industria armatoriale. Come previsto dagli accordi interconfederali - aggiungono infine i tre dirigenti sindacali nazionali - l’ipotesi di accordo sarà sottoposta alla validazione da parte dei lavoratori”.

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