Editoriale del Segretario Generale della Uiltrasporti – Marco Verzari
Nei giorni scorsi alcuni importanti quotidiani nazionali hanno dato risalto ai contenuti del rapporto “mind the gap”, realizzato dall’ufficio studi di Clean Cities, la coalizione europea di 100 ONG che ha come obiettivo una mobilità urbana a zero emissioni entro il 2030.
Nei contenuti il rapporto lancia un allarme che, per chi opera nei trasporti e per il sindacato, di fatto non rappresenta una novità ma piuttosto una drammatica conferma.
L’analisi riferisce sulla carenza delle infrastrutture urbane in Italia, sul basso utilizzo del trasporto pubblico e sul ritardo accumulato dal nostro paese soprattutto nell’ultimo decennio, rispetto agli altri paesi europei e conferma, in modo inequivocabile, l’analisi e la fondatezza delle denunce e delle iniziative portate avanti in questi anni dalla Uiltrasporti.
Da tempo infatti abbiamo evidenziato come il sistema della mobilità e del trasporto pubblico locale sia stato progressivamente indebolito da scelte politiche sbagliate, dall’impoverimento delle risorse, da una cronica mancanza di investimenti e dall’assenza di una strategia di sistema nazionale.
Il rapporto fotografa, infatti, una realtà che per gli utenti, le lavoratrici e i lavoratori del settore, è ormai quotidiana: infrastrutture carenti, servizi poco attrattivi, organici insufficienti, scarsa competitività del mezzo pubblico rispetto al trasporto privato.
La base di questa crisi è poi gravemente alimentata anche dall’impoverimento forte e strutturale del Fondo Nazionale Trasporti, che non garantisce più le risorse necessarie in grado di assicurare qualità del servizio, adeguamento e rinnovo dei mezzi, investimenti infrastrutturali e condizioni di lavoro dignitose.
Un sottofinanziamento che, tra l’altro, ha prodotto un circolo vizioso: meno risorse, meno servizi, meno utenti, con un danno evidente per i cittadini e per l’intero sistema paese.
La Uiltrasporti denuncia da tempo, inoltre, una vera e propria emergenza occupazionale: la carenza drammatica di autisti nel trasporto pubblico locale che è il risultato di anni di mancata programmazione, di salari non attrattivi, di carichi di lavoro crescenti e di una scarsa valorizzazione professionale.
A questo si aggiunge l’aggravarsi di un fenomeno intollerabile, più volte denunciato dalla Uiltrasporti e dalla Uil: l’aumento delle aggressioni al personale, che rappresenta una ferita profonda alla salute, alla sicurezza ed alla dignità del lavoro e della società stessa.
La Uiltrasporti infatti, da mesi, ha avviato una campagna vera e propria dal nome “Aggressioni nei trasporti – per me no! -” contro il pericolo del proliferare di questi avvenimenti.
Un fenomeno che costituisce la cartina tornasole di scelte sbagliate, una realtà le cui conseguenze contribuiscono ad alimentare tensioni crescenti nella società che, in questi casi poi, si scaricano ingiustamente su donne e uomini che svolgono la propria attività lavorativa e impone dunque interventi più concreti ed incisivi di quelli sino ad ora attuati per ottenere effetti immediati e strutturali sul piano della sicurezza e della prevenzione.
Il rapporto Clean Cities rafforza anche un’altra posizione storica del sindacato: l’attuale frammentazione del settore è insostenibile. Con oltre 900 aziende di trasporto pubblico a livello nazionale, il sistema risulta dispersivo, inefficiente e incapace di affrontare le grandi sfide della transizione ecologica e dell’innovazione. Per la Uiltrasporti ormai non è più rinviabile una profonda riforma del settore, che punti, con investimenti adeguati, a una razionalizzazione industriale, a una governance pubblica più forte e a una migliore utilizzazione delle risorse disponibili.
A rendere il quadro ancora più preoccupante è il forte ritardo dell’Italia rispetto agli obiettivi europei circa zero emissioni nella mobilità urbana entro il 2030. Senza un trasporto pubblico efficiente, capillare e accessibile, la transizione ecologica rischia di trasformarsi in uno slogan vuoto, scaricando ancora una volta i costi sulle lavoratrici e sui lavoratori e sui cittadini, anziché basarsi saldamente su un sistema adeguato, riformato, sostenibile e soprattutto in grado di assicurare servizi con costi socialmente compatibili a tutte le persone.
Per la Uiltrasporti la strada è chiara: ripristinare risorse adeguate e strutturali per il Fondo Nazionale Trasporti, investimenti nelle infrastrutture e nel lavoro, adeguamento degli organici, sviluppo e tutela delle professionalità, miglioramento dei salari e delle condizioni di tutela della salute e sicurezza per le lavoratrici e lavoratori, attuazione di una vera riforma del settore riducendo significativamente il numero delle aziende e adozione di una strategia di sistema nazionale sulla mobilità urbana.
Il diritto alla mobilità per tutte le persone, la tutela del lavoro, delle lavoratrici e dei lavoratori e la qualità della vita nelle città non possono continuare ad essere sacrificati per alcun motivo. L’allarme di Clean Cities rappresenta l’ennesima conferma che senza una svolta politica immediata il sistema del trasporto pubblico locale, già oggi deficitario in molte realtà, è destinato a un progressivo e pericoloso declino.



