Replica alle dichiarazioni del presidente Uniport Pasquale Legora De Feo
“Il lavoro portuale tutelato, qualificato e supportato dalle istituzioni e dalle imprese non è un ostacolo alla competitività, ne è la prima, indispensabile condizione”. Ad affermarlo Filt-Cgil e Uiltrasporti, replicando alle dichiarazioni, rilasciate dal presidente di Uniport, Pasquale Legora De Feo, alla Naples Shipping Week spiegando che “definire anacronistico il sistema del lavoro temporaneo nei porti significa travisare la natura e il ruolo dell’articolo 17 della Legge 84/94, come essa è nata e come ha garantito lo sviluppo della portualità italiana nell’interesse del paese”.
“L’articolo 17 – proseguono le due organizzazioni sindacali – è un servizio regolato, assegnato tramite gare pubbliche e costantemente vigilato dalle Autorità di Sistema Portuale per garantire la flessibilità indispensabile ai terminalisti durante i picchi di traffico, impedire che il costo di tale flessibilità si scarichi interamente sui lavoratori e preservare manodopera qualificata, formata e protetta dal contratto collettivo nazionale. Il lavoro temporaneo è una colonna portante perché consente alle imprese di rispondere ai propri clienti con la massima flessibilità, impiegando questi lavoratori anche per un singolo turno, con un valore operativo ed economico che, chi gestisce un terminal, conosce bene. Al tempo stesso è anche l’elemento più fragile perché, quando i traffici calano, è il primo a pagarne le conseguenze con le chiamate che si riducono e con l’indennità di mancato avviamento che non riesce a garantire salari dignitosi a chi lavora”.
“Smantellare questo sistema – denunciano la Filt e Uiltrasporti – non significa ammodernare i porti, ma spalancare le banchine al precariato selvaggio e al lavoro intermittente, abbattendo gli standard di sicurezza in uno dei settori a più alto rischio infortunistico del Paese”.
“Tuttavia, non sembra casuale che tali considerazioni – sottolineano le due sigle – arrivino proprio mentre le compagnie portuali di Napoli e Salerno combattono per il riconoscimento dei contributi previsti dall’articolo 199 del Decreto Rilancio. Nonostante il TAR di Salerno abbia annullato il diniego dell’Adsp, le somme spettanti continuano a non essere stanziate, costringendo i lavoratori dei porti campani allo sciopero del 15 e 16 ottobre scorsi”.
“Condividiamo invece l’obiettivo di un porto operativo h 24 – affermano infine Filt e Uiltrasporti – ma la vera continuità operativa non si garantisce lasciando i lavoratori soli di fronte all’incertezza economica. Al contrario, un porto aperto giorno e notte richiede rispetto, responsabilità e investimenti sulle persone con organici adeguati, turni sostenibili, la rigorosa tutela della salute e un rinnovo del ccnl Porti che dia il giusto valore a chi manda avanti i nostri scali ogni giorno”.


