RIPARTIRE DAL BUON LAVORO
PER RICOSTRUIRE IL PAESE

Logistica: Fattore chiave per la ripartenza del Paese, ma…

Logistica: Fattore chiave per la ripartenza del Paese, ma…

Venezia, 29 ottobre – Si è svolto oggi il Convegno sulla logistica organizzato dalla Uiltrasporti Veneto,

Ha aperto i lavori il Segretario regionale UIl Veneto con delega ai trasporti, Brunero Zacchei:

“Dopo i difficili 19 difficili mesi passati, questo è il momento in cui nel Paese al netto delle note e tristi manifestazioni di piazza, esiste una grande voglia di ripartenza. C’è la voglia, ci sono le risorse. È una occasione unica che non si può certamente sprecare.

È necessaria però una risposta complessiva del Sistema, dove gli interessi particolari, devono convergere in azioni concrete e coordinate, nell’interesse collettivo, attraverso anche nuovi modelli di governance.

Devo dire che in Veneto ci stiamo provando!!! Protocolli sottoscritti con la Regione ed altre Istituzioni, su: legalità, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, codice degli appalti e filiera della Logistica, marciano in tal senso. Nel tentare, cioè di accelerare processi di modernizzazione, qualificando il settore produttivo e nel contempo valorizzare il lavoro.

E proprio su quest’ultimo argomento “Filiera della logistica” che stamattina, cercheremo di affrontare temi che rappresentano l’emergenza e che, se non risolti, rischiano davvero di essere di ostacolo alla ripartenza.

Mancano gli autisti, i veicoli merci sono fermi nei parcheggi. Sembra impossibile ma è la realtà. Parliamo pure di carenza globale di conducenti di camion.

Ciò rappresenta un grande rischio per il Paese, basti pensare che i magazzini della distribuzione e del settore produttivo sono ormai strutturati per pochissimi giorni di autonomia.

Perché succede questo?

Credo che la situazione sia alquanto complicata ed è certamente frutto di una mancanza di visione e di strategia, che abbiamo avuto in questi anni, anche di poca attenzione verso questo settore.

Dobbiamo renderci conto che dobbiamo assolutamente combattere l’irregolarità e che ci vuole un grande senso di responsabilità e controllo anche da parte delle Istituzioni.

Forse è il caso di ripensare profondamente anche alle politiche dedicate alla formazione, al rafforzamento delle politiche attive del lavoro e l’avvio di una efficace azione per qualificare persone, anche disoccupate o coinvolte in situazioni di crisi aziendali, che potrebbero essere collocate nel settore.

I Trasporti e la logistica rappresentano veramente il “Caronte” della ripartenza e non può, non deve rischiare di incepparsi.

Settore questo, senza certezze di regole, composto purtroppo, a differenza di altri paesi, da tantissime piccole aziende, cooperative che non sono cooperative, con pochi dipendenti, malamente strutturate, con un vasto sistema di appalti, di sub appalti, che guardano soltanto al risparmio, portano alla precarizzazione del lavoro, eludendo inoltre, prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.

E’ intervenuto il Segretario Generale Uil Veneto, Roberto Toigo:

“Le mie non potranno essere risposte da esperto del settore, ma cercherò di portare il mio contributo: logistica vuol dire organizzazione. In alcuni Paesi è considerata un’arte. Abbiamo un esempio sotto gli occhi, da alcuni mesi: sembra trascorso un secolo, ma all’inizio del 2021 non sapevamo come organizzare la campagna vaccinale contro il COVID. Oggi non siamo qui per discutere di vaccinazione e green pass, ma riflettiamo: dal punto di vista organizzativo, la campagna ha funzionato in modo esemplare.

Ecco dunque una dimostrazione di quanto sia importante la logistica. E lo è a maggior ragione in un territorio, come il nostro, che è crocevia tra il Mediterraneo e l’Europa continentale. Non si può parlare di logistica senza parlare di infrastrutture. E il Veneto ne ha bisogno. I traguardi fissati appaiono veramente troppo lontani nel tempo rispetto alla vorticosa velocità con cui cambiano il mondo e l’economia.

Certo, non possiamo parlare solo di infrastrutture: ma senza di esse è difficile pensare ad una logistica efficiente.

Tocco un’altra questione, che è stata già accennata: quella dell’intermodalità.

È stato importante il passaggio affrontato nel corso del convegno sulla precarizzazione del settore, con servizi venduti sotto costo, con rischi per la sicurezza e per la legalità. Permette di aggiungerne un altro, tra i rischi di cui tenere conto: l’infiltrazione della malavita. Non è invece un problema di mafia ma di rispetto di regole quello che anche i grandi protagonisti della logistica, come Amazon, devono risolvere. Ecco, come vedete di cose da fare ce ne sono tante. Questo – come tanti altri – è un asset strategico per la ripartenza del nostro Paese. Ci vogliono decisione, concretezza, velocità, rispetto. Sono convinto che dalla discussione di oggi verranno contributi importanti. Soprattutto avremo tutti una maggiore consapevolezza dei margini di crescita per il Veneto, per i nostri lavoratori e per tutto il Paese”.

Il Segretario Generale Uiltrasporti Veneto, Daniele Zennaro ha svolto la sua relazione:

“Abbiamo voluto proporre questa iniziativa sulla Logistica assieme alla Uil perché pensiamo che parlare di Logistica voglia dire parlare del modello di sviluppo del nostro Paese.

La movimentazione delle merci nelle nostre Aree Urbane sta seguendo uno sviluppo che viene in larga parte determinato dalla domanda indotta dai cambiamenti dei nostri stili di vita e dalla evoluzione dei servizi.

Per questo l’individuazione e la successiva definizione di politiche di trasporti richiede l’applicazione di piani strategici, che necessitano l’attivazione di consultazioni e di processi partecipativi.

È necessario che il sindacato si attrezzi con veri e propri operatori specializzati nel settore e con iniziative specifiche che coinvolgano i lavoratori e lavoratrici e le unità produttive per evitare che lo straniero si perda per strada, perdendo per strada anche i suoi diritti.

È la contraddizione di un sistema che sta mettendo a serio rischio la normale operatività del Comparto. Credo che ad incidere sul difficile reperimento di conducenti sia anche la concorrenza delle Imprese di Paesi stranieri, con un basso costo del Lavoro, ma anche il peso della nostra tassazione che è tra le più elevate D’Europa.

Anche sui salari in Italia va detto qualcosa: I contratti Nazionali censiti dal CNEL sono passati da 551 del 2012 ai 935 del 2020, di questi solo il 30% è firmato da Organizzazioni Sindacali Confederali.

CNEL che da anni denuncia una infinità di Contratti, ma il Legislatore continua a non intervenire, e penso che come Organizzazioni Sindacali Confederali dobbiamo assumere una posizione più determinante.

Per garantire una retribuzione adeguata a tutti le lavoratrici e lavoratori e assicurare le tutele riconosciute nei Contratti firmati da CGIL CISL UIL bisogna bloccare la prolificazione di Contratti sottoscritti da soggetti non rappresentativi, spesso di comodo, disponibili ad accettare condizioni economiche e normative insufficienti a condurre “un’esistenza libera e dignitosa”.

Regole negli appalti, ruolo del contratto Nazionale, internalizzazioni sono i principali temi su cui intervenire per promuovere il lavoro di qualità nel settore della Logistica e del Trasporto delle merci.

Vanno estese ai Privati le regole sugli appalti Pubblici, serve un sostegno Legislativo sul ruolo del CCNL a partire dal rispetto dei trattamenti minimi previsti.

Tornando al tema delle attività di consegna delle Merci, importante è stato nel mese di settembre il protocollo sulle Relazioni Industriali firmato con Amazon che ha segnato l’attribuzione di un significativo aumento salariale avvenuto per tutti i lavoratori/lavoratrici in Italia e la stabilizzazione del lavoro precario per oltre 1000 lavoratrici/lavoratori.

Altrettanto importante è stato l’accordo DHL che ha stabilizzato 100 magazzinieri della grande distribuzione.

Ora che finalmente abbiamo la possibilità, dobbiamo fare in modo di essere presenti nei luoghi di lavoro ed aprirci al confronto,  ad ascoltare e tentare di risolvere i problemi che ci verranno indicati, questo va fatto in tutti i Settori che compongono la nostra Categoria, e  nelle piccole e grandi Aziende, da parte nostra come Categoria,   saremmo in grado di rappresentare sempre e comunque  più realtà lavorative nelle Aziende  e  sempre più lavoratrici e lavoratori  rimanendo al loro  fianco.

Il Segretario Generale, Claudio Tarlazzi, ha chiuso i lavori del convegno:

“Vogliamo parlare di problemi veri di questo Paese. Occorre un maggior impegno da parte del Governo per cambiare il modello di sviluppo dell’Italia profondamente segnata dalla pandemia, un modello di sviluppo che deve essere incentrato sulla valorizzazione del lavoro e della persona.

La logistica è un settore fondamentale, ha consentito al Paese di sopravvivere durante il Covid, siamo un Paese trasformatore con una posizione geo politica strategica. Scontiamo un gap competitivo rispetto agli altri paesi europei e delle deficienze organizzative che costano al Paese diversi miliardi.

Gli obiettivi imposti dall’Europa sulla riduzione dei gas inquinanti ci impongono una maggiore efficienza nei piani di trasporto.

Il PNRR con gli investimenti previsti deve invertire la tendenza sia per i tempi di realizzazione delle opere sia per quelle connessioni materiali e immateriali che consentano di realizzare un sistema più efficace ed efficiente all’interno del Paese ma anche con il resto del mondo. È un sistema che deve evolvere. Questo però non basta, il PNRR non può solo far leva sul sistema infrastrutturale, devono essere abbinate tutte le riforme necessarie per eliminare le criticità del mondo della logistica che deve diventare un eco sistema armonico il cui funzionamento deve avvenire in modo sincrono.

Altrettanto tra i colli di bottiglia organizzativi non possiamo non citare la dimensione delle aziende che è piccolissima, la media, al netto delle multinazionali, è di 9 dipendenti e questo significa scarsa capacità di innovazioni di prodotto e di processo e di investimento sulla formazione e qualificazione dei lavoratori. Se non c’è sviluppo sociale non ci può essere sviluppo economico. In questi giorni la catena si è interrotta per la mancanza di autisti. Bisogna agire su quegli elementi che interrompono la catena ovvero il mondo del lavoro sul quale non si sono previste misure sufficienti in termini di aggregazione delle aziende. Bisogna abbinare il tema industriale al tema sociale che non sono scindibili tra di loro.

Abbiamo un tessuto produttivo che non investe sul lavoro, solo il 2% dei lavoratori del settore è qualificato per affrontate l’innovazione digitale e tecnologica. La digitalizzazione è un elemento imprescindibile che non deve sacrificare posti di lavoro. Altra questione attiene alle regole: la flessibilità che offre il camion rispetto al treno non è paragonabile in termini di convenienza economica perché il personale autista è sfruttato e sottopagato e da qui deriva la mancanza di personale. Su questo aspetto ci sono responsabilità di tutti perché nel tempo sono stati compressi diritti e tutele.   

Nei magazzini si contano 400 mila persone, le ispezioni da parte dell’ispettorato del lavoro hanno rilevato irregolarità altissime. Dobbiamo difendere il buon lavoro! Bisogna individuare il contratto leader, le tabelle di riferimento minime del costo del lavoro sotto alle quali nessuno deve scendere, la responsabilità dell’azienda leader deve essere intesa per l’intera filiera. Queste sono le nostre rivendicazioni che vogliamo far emergere con forza, grande attenzione al mondo del lavoro e alla sicurezza sul lavoro. La campagna confederale vuole responsabilizzare tutti coloro che fanno parte del nostro mondo produttivo, il contrasto agli infortuni si ha a partire dalla formazione dei lavoratori. L’impegno deve essere di tutti e tutti i giorni, noi siamo sempre stati vicini ai lavoratori quando l’Italia era in lock down e continuiamo a farlo ogni giorno. Da queste misure passa un modello di sviluppo migliore rispetto a quello che avevamo prima”.

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