Ora serve rapida convocazione di un tavolo ministeriale per dare continuità al confronto
“Registriamo con positività l’impegno delle forze politiche incontrate (FdI, M5S, Pd) a farsi carico delle criticità emerse, riportandole negli organismi istituzionali deputati e nei percorsi legislativi appropriati”. A sostenerlo unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Ferrovie, a seguito di una serie di incontri con le forze politiche parlamentari, svolti nell’ambito delle iniziative sindacali messe in campo sul tema della sicurezza dopo la tragedia del capotreno a Bologna, sottolineando che “nel corso delle discussioni è emersa ampia disponibilità all’ascolto e la consapevolezza della necessità di concretizzare soluzioni reali a tutela dei ferrovieri e dei lavoratori degli appalti ferroviari oggi sempre più esposti a rischi crescenti di aggressione nelle stazioni, sui mezzi e, più in generale, negli ambienti di lavoro, ma ora è necessario che a questo seguano rapidamente scelte concrete, risorse dedicate e tempi certi”.
“Abbiamo ribadito unitariamente – proseguono le organizzazioni sindacali – che la sicurezza non può restare confinata a dichiarazioni di principio o a interventi episodici, ma deve tradursi in azioni strutturali capaci di incidere realmente, tenendo insieme sicurezza sul lavoro e sicurezza pubblica, presidi, strumenti normativi e misure di prevenzione. A partire dalla piena attuazione dei protocolli d’intesa sulla sicurezza del personale e dei passeggeri del 2022, in sinergia con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero dell’Interno”.
“In questo quadro auspichiamo – affermano infine Filt, Fit, Uiltrasporti, Ugl, Fast e Orsa – una rapida convocazione di un tavolo ministeriale, capace di dare continuità al confronto avviato e di rimettere al centro una governance efficace del tema sicurezza, sostenuta da risorse adeguate, responsabilità chiare e strumenti realmente operativi, anche attraverso il pieno utilizzo di quelli già previsti e condivisi tra istituzioni e parti sociali”.



