A cura della Uiltrasporti Liguria
Infrastrutture, lavoro e governance delle trasformazioni: da qui riparte la strategia della Uiltrasporti Liguria.
Si è svolto il 17 marzo, presso il Grand Hotel Savoia di Genova, il XII Congresso della Uiltrasporti Liguria, un appuntamento di particolare rilievo per il mondo dei trasporti, della logistica e dei servizi collegati. Un confronto ampio e partecipato, che ha visto la presenza di delegate e delegati da tutta la regione, insieme a rappresentanti istituzionali e sindacali, a testimonianza della centralità del comparto in una fase di profonde trasformazioni.
Ai lavori hanno preso parte la segreteria nazionale della Uiltrasporti, con il segretario generale Marco Verzari, e la segreteria confederale UIL Liguria, a conferma del ruolo strategico della Liguria nel sistema dei trasporti nazionale ed europeo. A presiedere il congresso è stato Giuseppe Gulli.
Il congresso ha quindi eletto il nuovo Consiglio Regionale che, nella sua prima riunione, ha indicato Roberto Gulli come segretario generale della Uiltrasporti Liguria. La nuova segreteria è composta da Stefano Scarpato, segretario generale aggiunto, e dai segretari regionali Silvana Comanducci, Franco Paparusso, Giovanni Ciaccio, Marco Furletti, Oscar Matarazzo, Stefano Martino e Gabriele Salvadori.
Cuore del congresso è stata la relazione del segretario generale Roberto Gulli, che ha proposto una lettura organica e approfondita delle dinamiche che stanno attraversando il settore, indicando la necessità di una visione integrata capace di tenere insieme sviluppo infrastrutturale, sostenibilità e qualità del lavoro.
Nel suo intervento è emersa con forza la consapevolezza che la Liguria rappresenti uno snodo fondamentale nei flussi logistici europei. I porti, e in particolare il sistema portuale ligure, continuano a svolgere un ruolo determinante nelle catene del commercio internazionale, ma questa centralità rischia di essere indebolita da ritardi infrastrutturali, da una eccessiva complessità amministrativa e da una frammentazione che incide sull’efficienza complessiva del sistema.
Da qui il richiamo alla necessità di accelerare sui grandi investimenti, a partire dai collegamenti ferroviari e dai valichi, e di rendere effettivamente operativi strumenti come la Zona Logistica Semplificata, che possono rappresentare una leva concreta per attrarre nuovi traffici e nuove attività produttive. In questo quadro, la transizione ecologica e quella digitale sono state indicate come passaggi inevitabili, ma da governare con attenzione, affinché l’innovazione non si traduca in una riduzione delle tutele o in una perdita di occupazione, bensì in nuove opportunità, accompagnate da percorsi di formazione e riqualificazione.
Ampio spazio è stato dedicato anche al trasporto pubblico locale, descritto come un servizio essenziale non solo per la mobilità quotidiana dei cittadini, ma anche per la tenuta sociale ed economica dei territori. In una regione complessa come la Liguria, caratterizzata da una morfologia difficile e da una forte pressione turistica, il rafforzamento del TPL diventa una priorità strategica. Tuttavia, persistono criticità legate alla carenza di risorse, all’invecchiamento dei mezzi e alle difficoltà nel reperire personale. In questo contesto, è stata ribadita l’esigenza di garantire maggiore stabilità occupazionale, di valorizzare le professionalità e di contrastare fenomeni come le esternalizzazioni e il dumping contrattuale, che rischiano di compromettere la qualità del servizio.
Nel settore ferroviario, la relazione ha sottolineato l’importanza di completare le opere infrastrutturali in corso e di potenziare i collegamenti, in modo da rafforzare il ruolo della Liguria come cerniera tra il sistema portuale e il resto d’Europa. Allo stesso tempo, è stata evidenziata la necessità di intervenire sulle condizioni di lavoro, sulla sicurezza e sugli organici, elementi imprescindibili per garantire un servizio efficiente e affidabile. Il trasporto ferroviario è stato indicato come uno degli assi portanti di una mobilità sostenibile e come uno strumento fondamentale per ridurre l’impatto ambientale del sistema dei trasporti.
Uno spazio significativo è stato dedicato anche ai comparti del multiservizi e dell’igiene ambientale, troppo spesso considerati marginali ma in realtà essenziali per il funzionamento delle città e dei servizi pubblici. La relazione ha posto l’accento sulle condizioni di lavoro in questi settori, ancora segnate da bassi salari, precarietà e una diffusa frammentazione contrattuale. È stata evidenziata la necessità di superare la logica degli appalti al massimo ribasso e di restituire dignità e riconoscimento a lavoratrici e lavoratori che svolgono un ruolo fondamentale per la collettività.
Trasversale a tutti i temi affrontati è stato il richiamo al ruolo del sindacato, chiamato a essere protagonista nella gestione delle trasformazioni in atto. La transizione digitale ed ecologica, infatti, non può essere subita, ma deve essere governata attraverso il confronto, la contrattazione e una presenza attiva nei luoghi in cui si decidono le politiche industriali e infrastrutturali.
In conclusione della relazione è stato evidenziato cosa significa essere UIL, significa prima di tutto mettere al centro la persona e il lavoro, mantenendo un’autonomia reale da ogni condizionamento politico e perseguendo con determinazione la tutela dei diritti senza rinunciare al confronto. Significa praticare un sindacato riformista, capace di negoziare ma anche di mobilitarsi quando necessario, con l’obiettivo di migliorare concretamente le condizioni di vita e di lavoro. Essere UIL vuol dire anche responsabilità: saper governare i cambiamenti senza subirli, costruendo soluzioni e non limitandosi alla denuncia, mantenendo sempre saldo il legame con i lavoratori e i territori.
Il XII Congresso della Uiltrasporti Liguria si chiude così con l’avvio di una nuova fase, segnata dalla volontà di rafforzare la rappresentanza e di incidere concretamente nei processi di cambiamento. L’obiettivo è ambizioso: costruire un sistema dei trasporti moderno, efficiente e sostenibile, capace di sostenere lo sviluppo economico senza sacrificare diritti, qualità del lavoro e coesione sociale.



