Ieri mattina, l’aula consiliare del Comune di Catania, ha ospitato la seduta straordinaria del Consiglio Comunale incentrata sul processo di privatizzazione della SAC S.p.A.
La Uiltrasporti Sicilia, rappresentata dal coordinatore del trasporto aereo del Sud-Est Antonio Oranges unitamente ad Alessandro Vinciguerra, responsabile per lo scalo etneo, e Antonio Privitera, responsabile per lo scalo ragusano, non ammette deroghe: La tutela dei lavoratori viene prima di qualsiasi logica finanziaria. La tutela occupazionale e il mantenimento dei diritti acquisiti dai lavoratori negli anni, devono restare immutati.
Se la vendita delle quote rappresenta un’opportunità per l’ottenimento di nuovi capitali utili allo sviluppo infrastrutturale, l’intera operazione deve basarsi sulla massima trasparenza e sul rispetto assoluto del personale del trasporto aereo. Sono i lavoratori, con i loro impegno, ad aver reso possibile la crescita record degli scali di Fontanarossa e Comiso.
A perorare la causa dei lavoratori della SAC S.p.A. anche la Segretaria Generale Uiltrasporti Sicilia, Katia Di Cristina: “Il mantenimento dei livelli occupazionali, l’applicazione rigorosa dei CCNL di riferimento e l’applicazione di clausole sociali di salvaguardia sono prerequisiti che vanno stabiliti prima di avviare il processo di privatizzazione. Tutti i diritti acquisiti dai lavoratori negli anni dovranno essere garantiti”.
Si esige, dunque, che la SAC Service S.r.l. venga interamente assorbita dalla madre SAC S.p.A., sbarrando così la strada a eventuali processi di esternalizzazione ed evitando un conseguente dumping contrattuale.
Lo scalo di Catania non è solo un hub aereo: è la porta d’accesso a un territorio vastissimo, che abbraccia le province di Siracusa, Ragusa, Messina, Agrigento e Caltanissetta. Per questo, una parte consistente delle risorse generate dalla privatizzazione deve necessariamente restare sull’Isola e tornare ai siciliani sotto forma di mobilità, infrastrutture e nuova occupazione.