“L’ordinanza emanata dalla Regione Siciliana per fermare il lavoro all’aperto nelle ore più calde rappresenta un passo importante nella tutela della salute dei lavoratori esposti al rischio da stress termico. Ma è un provvedimento che nasce incompleto, perché dimentica ancora una volta migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno operano in condizioni estreme e che meritano la stessa identica attenzione”.
Lo dichiara la Segretaria Generale della Uiltrasporti Sicilia, Katia Di Cristina, commentando il provvedimento regionale che vieta, nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio “ALTO”, le attività lavorative all’aperto dalle 12.30 alle 16.00 nei settori agricolo, florovivaistico, edile, delle cave e della logistica, compresi i rider.
“Nell’elenco dei lavoratori tutelati non figurano gli aeroportuali, gli addetti all’igiene ambientale e gli addetti alla manutenzione delle ferrovie. Una scelta incomprensibile e inaccettabile. Chi lavora sottobordo negli aeroporti opera per ore tra i motori degli aeromobili, il riverbero dell’asfalto e superfici che raggiungono temperature elevatissime. Sono condizioni che espongono quotidianamente questi lavoratori a un rischio concreto per la salute e che non possono essere ignorate” prosegue Di Cristina.
“Altrettanto grave è l’esclusione dei lavoratori dell’igiene ambientale. Ogni giorno raccolgono rifiuti sotto il sole cocente, affrontano odori insopportabili, effettuando attività di spazzamento e decespugliamento su strade e marciapiedi arroventati e trascorrono parte del servizio a bordo di mezzi spesso privi di aria condizionata, trasformati in vere e proprie camere di calore. Un lavoro durissimo, indispensabile per la collettività, che non può essere considerato meno usurante o meno esposto rispetto ad altri. Ma restano esclusi anche i lavoratori degli appalti ferroviari e gli addetti alla manutenzione ferroviaria di RFI. Lavoratrici e lavoratori che svolgono servizi essenziali per garantire la continuità e la sicurezza del servizio ferroviario, spesso operando all’aperto, lungo le linee ferroviarie, sui binari e nelle aree tecniche, a contatto con superfici metalliche e infrastrutture che raggiungono temperature molto elevate”.
“Tra gli esclusi figurano anche i lavoratori del trasporto pubblico locale: gli ausiliari del traffico, costretti a operare quotidianamente sulle strade sotto il sole e con temperature proibitive, i verificatori a bordo dei mezzi pubblici, impegnati nei controlli in condizioni spesso difficili, e gli autisti dei mezzi pubblici, costretti in diversi momenti a stare per ore all’interno di abitacoli non refrigerati . Anche questi lavoratori sono esposti quotidianamente allo stress termico e meritano le stesse tutele previste per chi opera nei settori maggiormente a rischio.”
Per la Uiltrasporti Sicilia, il richiamo contenuto nell’ordinanza all’obbligo per i datori di lavoro di adottare tutte le misure previste dal Decreto Legislativo 81/2008 rappresenta un principio fondamentale, ma non basta a colmare una lacuna che rischia di creare lavoratori di serie A e lavoratori di serie B.
“La tutela della salute deve riguardare tutti i lavoratori esposti. Il caldo estremo non distingue tra un cantiere, una pista aeroportuale o una strada dove si raccolgono i rifiuti. Per questo chiediamo alla Regione Siciliana di modificare immediatamente l’ordinanza, estendendo le misure di protezione anche ai lavoratori aeroportuali e a quelli dell’igiene ambientale, che continuano a garantire servizi essenziali anche durante le giornate più torride”.
“Il cambiamento climatico non è più un fenomeno eccezionale ma una realtà con cui fare i conti ogni estate. Le istituzioni hanno il dovere di adeguare i propri provvedimenti senza lasciare indietro nessuno. La sicurezza sul lavoro non può essere selettiva” conclude la Segretaria Generale della Uiltrasporti Sicilia, Katia Di Cristina.