“Il polo aeronautico del Sud-Est siciliano è un motore economico straordinario, ma le sue fragilità strutturali non possono e non devono essere scaricate sulle spalle dei lavoratori”. Lo dichiarano i Segretari Generali Regionali Alessandro Grasso (Filt-Cgil), Dionisio Giordano (Fit-Cisl), Katia Di Cristina (Uiltrasporti Sicilia) e Domenico De Cosimo (Ugl Ta), commentando il progetto di privatizzazione della SAC, società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso.
LE OO.SS. esprimono forte preoccupazione per lo scenario occupazionale: “Un margine EBITDA fermo al 19% riduce drasticamente gli spazi per la contrattazione di secondo livello. Inoltre, il drastico calo di passeggeri a Comiso, scesi sotto le 200mila unità, non può diventare l’alibi per tagli al personale, cassa integrazione o un aumento della precarizzazione nello scalo ibleo. A questo si aggiunge la fragilità del sistema, come dimostrato dai recenti blocchi operativi dovuti alla cenere vulcanica, che richiedono investimenti urgenti in infrastrutture e sicurezza”.
In merito alle ipotesi di privatizzazione e alla possibile vendita della quota di maggioranza della SAC, valutata tra i 500 e i 600 milioni di euro, la posizione di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti Sicilia e Ugl Ta è netta: “Non faremo le barricate ideologiche contro l’ingresso di capitali privati, ma non tollereremo alcuna privatizzazione al buio o peggio, una svendita del territorio. Il rischio concreto è che lo scalo si trasformi in una rendita di posizione per attori finanziari estranei alla Sicilia, pronti a esportare i profitti senza creare valore locale. Qualsiasi operazione societaria deve essere blindata da un rigido protocollo di sito che garantisca la stabilità occupazionale, il rispetto dei CCNL di settore e la tutela di tutto l’indotto, a partire dall’handling oltre che la qualità dei servizi, prevedendo penali nel caso di inadempienze. Chiediamo alla governance di SAC e alle istituzioni regionali un coinvolgimento reale e non solo formale delle parti sociali partendo da una vera clausola sociale realmente esigibile e non una “dichiarazione d’impegno” come definito dal bando di gara, in un percorso così determinante, che riguarda direttamente il presente e il futuro professionale di centinaia di lavoratori. Il futuro dello sviluppo economico e sociale della Sicilia passa da qui, e le OO.SS. difenderanno con ogni mezzo il salario e la dignità di tutti i lavoratori aeroportuali” concludono le Segreterie Regionali.