Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl TA Sicilia annunciano la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto aeroportuale siciliano. Sabato 3 ottobre, dalle 10 alle 12, si riuniranno in sit-in e assemblea all’interno degli scali di Palermo, Trapani, Catania e Comiso, per denunciare le condizioni in cui sono costretti a operare e per chiedere risposte che finora non sono arrivate.
Dopo l’emergenza che questa estate ha colpito l’aeroporto di Catania, le organizzazioni sindacali avevano avanzato una proposta concreta: l’istituzione di un fondo preventivo e strutturale per le emergenze aeroportuali, con risorse rapidamente attivabili in caso di chiusura o forte limitazione dell’operatività di uno degli scali siciliani per eventi eccezionali, insieme alla definizione di un piano di emergenza strutturato che colleghi in maniera rapida i quattro aeroporti e che sia a sostegno dei lavoratori in caso di emergenza. Strumenti indispensabili per tutelare un settore strategico per l’Isola e chi, ogni giorno, lo tiene in piedi.
Quell’impegno, però, è rimasto in sospeso. A pagarne il prezzo sono ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori, lasciati senza sostegno e con ritmi lavorativi massacranti, che potrebbero mettere a rischio le condizioni di sicurezza.
I Segretari Generali Alessandro Grasso (Filt-Cgil), Dionisio Giordano (Fit-Cisl), Katia Di Cristina (Uiltrasporti Sicilia) e Domenico De Cosimo (Ugl TA) hanno chiesto ulteriore convocazione per definire quanto già detto alla riunione del 14 agosto 2026, in merito alla definizione del piano di emergenza e del fondo a supporto delle lavoratrici e dei lavoratori del trasporto aereo, ma l’attesa persiste. Nessuna risposta da parte di chi dovrebbe ascoltare le rappresentanze dei lavoratori degli scali siciliani.
Per questo le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl TA, Sicilia, chiedono che il fondo sia finalmente istituito, che il piano di emergenza venga definito e che le istituzioni regionali aprano senza ulteriori rinvii un confronto vero e costruttivo tra gli attori competenti del settore.
Questa situazione sta danneggiando l’immagine e l’economia della nostra regione. Trovare soluzioni per evitare che la Sicilia venga abbandonata dal turismo mondiale dovrebbe essere una priorità assoluta per l’assessorato competente e per lo stesso presidente della Regione.
Gli aeroporti sono le porte della Sicilia: chi le tiene aperte ogni giorno non può continuare a essere lasciato fuori dalla porta delle istituzioni.