Il confronto istituzionale avviato oggi segna un primo passo in avanti, ma per Filcams Cgil Sicilia, Fisascat Cisl Sicilia e Uiltrasporti Sicilia non può rappresentare un punto di arrivo. Nel corso dell’incontro è stato comunicato alle organizzazioni sindacali che l’Assessorato regionale della Salute ha avviato la raccolta dei dati relativi a tutto il personale interessato, attività indispensabile per definire con precisione la platea coinvolta e costruire il percorso di internalizzazione previsto dalla legge di bilancio 2026. Un percorso atteso anche per mettere fine alla precarietà strutturale determinata dai continui cambi di appalto, che ogni volta costringono centinaia di famiglie a vivere nell’incertezza sul proprio futuro lavorativo e retributivo.
Si tratta di un’iniziativa resa possibile dall’atto di indirizzo già emanato dall’Assessorato, che segna un cambio di passo rispetto al passato e consente finalmente di avviare un monitoraggio concreto della situazione.
Nel corso della riunione è stato inoltre riferito che, pur nel rispetto dell’autonomia delle aziende sanitarie, sarà chiesto di sospendere o bloccare le procedure concorsuali già avviate per nuove assunzioni, così da evitare che vengano intrapresi percorsi incompatibili con l’obiettivo dell’internalizzazione e che possano generare nuove situazioni di precariato. L’obiettivo è quello di ricomprendere l’intera platea dei lavoratori interessati e procedere secondo quanto previsto dalla normativa, valorizzando il personale che ha garantito i servizi anche durante gli anni dell’emergenza pandemica.
Per le tre organizzazioni sindacali si tratta di segnali positivi, che testimoniano una diversa attenzione istituzionale rispetto agli anni passati e l’avvio di un percorso concreto, seguito direttamente anche dalla Presidenza della Regione. Tuttavia, i sindacati ribadiscono che il tempo a disposizione è limitato e che sarà necessario trasformare rapidamente gli impegni assunti in atti amministrativi e decisioni operative.
“È un quadro diverso rispetto a quello che abbiamo conosciuto finora e questo ci fa guardare con maggiore fiducia ai prossimi passaggi. Ma non basta. Continueremo a tenere alta la pressione sulle istituzioni perché il tempo non gioca a favore dei lavoratori. Dopo anni di attese, oggi non servono più dichiarazioni di principio: servono tempi certi, un cronoprogramma e un percorso ufficiale che conduca all’internalizzazione” dichiarano i Segretari Generali Elisa Camellini (Filcams Cgil Sicilia), Stefano Spitalieri (Fisascat Cisl Sicilia) e Katia Di Cristina (Uiltrasporti Sicilia).
“Questi lavoratori garantiscono da oltre vent’anni un servizio indispensabile all’interno delle strutture sanitarie siciliane. Sono un presidio quotidiano per pazienti, operatori sanitari e cittadini, assicurando attività fondamentali per il funzionamento degli ospedali e delle Asp. Durante l’emergenza pandemica sono stati definiti angeli invisibili e hanno continuato a svolgere il proprio lavoro senza risparmiarsi. Oggi quello stesso impegno deve tradursi nel riconoscimento che meritano. Esiste finalmente una norma che rende possibile l’internalizzazione e non possiamo permettere che questa opportunità venga sprecata” continuano i Segretari Generali.
Per i sindacati, il tema riguarda non soltanto il riconoscimento professionale di migliaia di lavoratrici e lavoratori, ma anche la qualità del servizio sanitario pubblico. “Gli ausiliari non svolgono un ruolo marginale: rappresentano un supporto essenziale all’attività sanitaria e socio-sanitaria e consentono ogni giorno alle strutture di garantire servizi fondamentali. Dare stabilità a questi lavoratori significa rafforzare anche il sistema sanitario regionale”.
Le OO.SS. richiamano inoltre l’attenzione sulle conseguenze dei continui cambi di appalto, che alimentano precarietà e incertezza: “Ogni cambio di appalto diventa un’incognita per centinaia di famiglie. Ci sono lavoratori che hanno costruito la propria vita su retribuzioni già estremamente basse e che ogni volta rischiano di vedersi ridurre ulteriormente orario e stipendio. Non è accettabile che chi garantisce un servizio essenziale possa ritrovarsi a percepire compensi che finiscono per diventare delle vere e proprie paghette. La dignità del lavoro passa anche dalla certezza del reddito e dalla tutela delle condizioni economiche e occupazionali”.
Filcams Cgil Sicilia, Fisascat Cisl Sicilia e Uiltrasporti Sicilia sottolineano infine che la finestra prevista dalla legge di bilancio 2026 non può essere sprecata: “La politica dimostri con i fatti la volontà che finora ha espresso a parole. I lavoratori non chiedono privilegi, ma il riconoscimento del valore del lavoro che svolgono ogni giorno negli ospedali e nelle Asp siciliane. Continueremo a sostenere questa vertenza con determinazione e, se non arriveranno risposte concrete, siamo pronti a mettere in campo tutte le ulteriori iniziative di mobilitazione necessarie. La stagione delle promesse è finita: adesso servono atti, responsabilità e rispetto. Perché chi garantisce un servizio essenziale alla sanità pubblica non può continuare a vivere nell’incertezza e non può essere ripagato con parole o con paghette”.