Le Organizzazioni Sindacali sono state ricevute stamani presso l’Assessorato della Salute della Regione Siciliana sul tema della reinternalizzazione dei servizi sanitari. Un appuntamento che segue l’impegno assunto dallo stesso Assessorato, di avviare una raccolta dati relativi a tutto il personale ausiliario coinvolto, passaggio indispensabile per definire con precisione la platea dei lavoratori interessati e costruire il percorso di internalizzazione previsto dalla Legge di Bilancio 2026.
La situazione constatata, però, non è quella sperata: i Segretari Generali Elisa Camellini, Filcams Cgil, Stefano Spitalieri, Fisascat Cisl, e Katia Di Cristina, Uiltrasporti, hanno espresso un duro disappunto per l’esito del vertice, sottolineando peraltro con rammarico l’assenza dell’assessore, la cui presenza sarebbe stata un segnale di attenzione concreta verso una vertenza che si trascina da tempo. I sindacati parlano di un evidente passo indietro rispetto agli impegni emersi nelle audizioni con le Commissioni parlamentari all’ARS e ribadiscono che questi lavoratori garantiscono da anni con le loro mansioni la tenuta stessa degli ospedali.
“Ci aspettavamo passi avanti concreti nelle procedure di internalizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori: quello che l’Assessorato ci consegna, invece, è un arretramento. Non accettiamo che venga messa in discussione la professionalità acquisita, in anni attività ausiliarie all’interno del Sistema Sanitario Regionale, di lavoratrici e lavoratori che hanno sorretto il sistema sanitario siciliano, anche nei mesi più drammatici della pandemia da Covid-19. Le competenze sono già un fatto acquisito. Il problema è un altro, ed è tutto politico: c’è la volontà da parte dell’Assessorato di voler dare alle Asp un indirizzo preciso sul tema dell’internalizzazione di questi servizi e di conseguenza delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti?”
Parliamo di 1.800 lavoratrici e lavoratori a cui continua a essere negata una stabilità che meritano da tempo, sottoposti invece alle gestioni dei servizi in appalto che gettano centinaia di famiglie nell’incertezza. L’Assessore ha il dovere di rispondere, e di farlo subito” hanno dichiarato Camellini, Spitalieri e Di Cristina.
Dal monitoraggio condotto dall’Assessorato è emerso che, nel 90% dei casi, le aziende ospedaliere siciliane hanno dichiarato di non avere necessità di integrazione del personale, o meglio, non negano il fabbisogno ma ammettono apertamente l’incapacità finanziaria di sostenere il percorso di internalizzazione. Inoltre diversi Enti Sanitari hanno sollevato il problema di individuare chiaramente quali sono le figure compatibili del personale esternalizzato rispetto i profili professionali su cui inserirli, in quanto le funzioni effettivamente svolte da queste lavoratrici e questi lavoratori non risultano tra le mansioni previste nel CCNL e vanno codificate rispetto ai contenuti della Legge di Bilancio che prevede l’internalizzazione.
“Se non abbiamo ben chiaro quale sia il problema, allora non possiamo neanche inquadrare adeguatamente la soluzione. L’Assessorato teme un accavallamento di procedure di assunzione, ma noi sappiamo che all’interno dell’organigramma delle Aziende Ospedaliere i lavoratori e le lavoratrici ausiliarie ricoprono il ruolo di OSS, titolo indispensabile per operare nelle aree di rischio. Oggi, queste lavoratrici e questi lavoratori – che negli anni si sono già formati contrariamente a quanto sostenuto – devono e meritano di partecipare ai concorsi regionali per l’internalizzazione” aggiungono i Segretari Generali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti.
Durante il confronto è stato ribadito con forza come molte lavoratrici e lavoratori abbiano garantito un supporto fondamentale alle attività socio-sanitarie della Sicilia, a fronte di condizioni contrattuali precarie, penalizzate spesso dal susseguirsi di cambi d’appalto. Per questo le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto con decisione l’adozione di procedure selettive capaci di premiare la professionalità e le competenze maturate sul campo. Richieste che evidentemente, almeno ad oggi, non sono state accolte.
I Funzionari dell’Assessorato si sono impegnati a riferire le istanze emerse all’Assessore per valutare ulteriori approfondimenti tecnici, mentre i sindacati sollecitano un confronto politico risolutivo e preannunciando che in assenza di immediato riscontro di un nuovo tavolo, avvieranno tutte le procedure del caso, non ultimo la mobilitazione.
“Le lavoratrici e i lavoratori vogliono risposte. La politica siciliana deve dire come intende procedere sul versante delle internalizzazioni, se vuole cogliere l’opportunità prevista dalla Legge di Bilancio 2026 entro il 31 dicembre oppure no. Il tempo ormai rimasto è poco e ci vuole solo chiarezza e rapidità. Non possiamo accettare ulteriore incertezza da chi aveva promesso risposte concrete, quindi come richiesto dallo stesso Assessorato restiamo in attesa dell’aggiornamento della riunione odierna” concludono Camellini, Spitalieri e Di Cristina.